Claudio Grieco, studente lucano nel Team di ELSA International

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Brillante, irrequieto, gentile, amante delle feste e dei viaggi intorno al mondo. Tutto questo e semplicemente questo è Claudio Grieco.
Da poco più di cinque mesi dal suo ingresso, questo ragazzo porta in alto il nome e l’orgoglio della sua terra, la Basilicata, ricoprendo un ruolo di spicco all’interno di un’associazione internazionale: ELSA (acronimo di “European Law Students’ Association”), la più grande associazione di giuristi al mondo, con circa 38.000 iscritti in 42 Paesi europei. Claudio, infatti, risulta essere l’unico componente italiano nel Team di ELSA International.
Una storia apparentemente semplice, la sua, una storia come tante: un promettente ragazzo della provincia di Matera parte per studiare giurisprudenza in un’altra città ed inseguire i suoi sogni.
Ma quella che era cominciata come una banale intervista si è subito trasformata in un racconto coinvolgente, sferzato da qualche graffio di classe, misto a una buona dose di educazione ed autoironia. Non c’è stato bisogno di confessioni, spiegazioni o reticenze: gli è bastata un’occhiata per capire quali erano le domande che gli avrei posto e quali le risposte che avrei desiderato ricevere.
Classe 1989, Claudio ha sempre dimostrato una volontà di ferro e un coraggio fuori dal comune: «Da piccolo – racconta – mio padre non mi ha mai fatto le solite raccomandazioni, come quelle che sentivo fare agli altri bambini: la sua maggiore preoccupazione non era quella che mi sbucciassi le ginocchia, ma che potessi imboccare la superstrada per lasciare il paesino in cui vivo, Pisticci. Sono sempre stato un sognatore. Da bambino sognavo di volare in posti e luoghi lontani».
«E ci sei riuscito?»
«Beh, negli ultimi anni sono stato a Bruxelles, Bratislava, Timisoara, Opatija, Vienna, Strasburgo… Insomma, non posso lamentarmi».
Uno spirito avventuriero, quindi, che trova il suo punto di svolta nel 2012, quando conosce ELSA: è amore a prima vista.
«Prima di conoscere ELSA, avevo cercato tra le associazioni universitarie quella che avesse una qualche vocazione internazionale. Dopo lunghe ricerche, mi ero arreso all’idea che quel che cercavo non esistesse. Poi, un giorno, per caso, mentre entravo in facoltà mi accorsi di un banchetto coperto da uno striscione di ELSA: fui subito colpito dal nome: “European Law Students’ Association”. Il resto avvenne tutto molto velocemente. Mi tesserai all’istante (fui il primo a farlo, dopo i membri del direttivo) e cominciai a collaborare attivamente con il board locale. Dopo due mesi, feci domanda per uno STEP».
STEP. Ecco una parola chiave, che ha accompagnato Claudio durante l’intero percorso svolto in ELSA. «Puoi parlarcene?»
«Certo. Lo STEP è la più straordinaria delle opportunità offerte dall’associazione: si tratta del programma che permette a studenti italiani di svolgere un tirocinio retribuito all’estero. Arrivano candidature da tutta Europa. Detto francamente, è difficile vincere. Ma io ci ho provato. E ce l’ho fatta.
Dopo aver vissuto l’esperienza dello STEP ad Arad, in Romania, il mio primo pensiero è stato: qualunque altro studente di Giurisprudenza dovrebbe avere la stessa occasione che ho avuto io. Fu così che decisi di rivestire la carica di Vicepresidente STEP nel direttivo della mia Università».
Tra una risposta e l’altra, gli sfugge una frase, buttata lì, senza attenzione: «Non c’è niente di più bello che aiutare gli altri a raggiungere i propri obiettivi».
E quando gli chiedo «Ma perché lo fai?» mi confessa: «Quando ero Vice Presidente STEP locale avevo adocchiato un tirocinio presente nella newsletter del primo ciclo. La destinazione mi piaceva molto e, per varie ragioni, avevo ottime possibilità di essere scelto. Ma alla fine non inviai mai la mia candidatura. E questo solo perché avevo saputo che un socio della mia sezione avrebbe voluto candidarsi per la stessa posizione. Mi chiedi perché lo faccio? Non lo so, non c’è un perché. Sono fatto così».
Dopo essere stato board member a Taranto, Claudio ha intrapreso una vera e propria carriera in ELSA: è diventato prima Vicepresidente Nazionale e ora ricopre la carica di “Director for Human Resources in STEP” lavorando con il Direttivo Internazionale.
ELSA, si può dire, gli ha cambiato la vita. E pure il nome. «Ricordo che al mio primo workshop internazionale, quando mi presentai come Claudio Grieco, tutti si chiedevano chi fossi; fui costretto a ri-presentarmi col nome con cui mi ero fatto conoscere: Milo Rambaldi. Da allora per tutti sono Milo. Ancora oggi, quando mi firmo in calce alle e-mail istituzionali ho bisogno di specificare che Claudio Grieco in realtà sono io».
«Ma da cosa nasce questo pseudonimo?».
«Milo Rambaldi è il nome di un personaggio di fantasia di una serie TV, proverbiale per la sua genialità (un misto tra Nostradamus, Galileo Galilei e Leonardo da Vinci). Il cognome “Rambaldi” riprende il nome di battesimo di Carlo Rambaldi, uno dei maggiori esperti degli effetti speciali nel mondo del cinema (vincitore di 3 premi Oscar per intenderci).
Detto ciò, il nome me l’appioppò un mio caro amico e la cosa non mi dispiacque affatto».
Sorride, Claudio-Milo, mentre ripensa a quello che è stato, ripercorrendo le tappe della sua esperienza nell’associazione che è diventata la sua seconda famiglia. Che gli ha permesso di visitare decine di città e conoscere centinaia di persone. Sorride, consapevole di aver già intrapreso una strada che lo porterà lontano. Eppure il suo sguardo è costantemente rivolto alle sue radici.
«Quando ho vissuto all’estero, ho dovuto subito scontrarmi con i pregiudizi con cui di solito viene additata la mia terra. Ho provato a trasmettere diffusamente cultura e tradizioni locali. Ma la mia arma più grande è stata far conoscere me stesso: ho cercato di essere il più professionale possibile e di lasciare un’ottima impressione di me e del lavoro che faccio. Anche il fatto che io mi sia messo in gioco è stato di grande aiuto: mettendo sotto i riflettori me stesso, l’attenzione di tutti si è trasferita sul luogo da cui provengo».
L’intervista si chiude con Claudio che racconta delle sue prospettive future; e lo fa con un grande sorriso. È uno di quei rari sorrisi, rassicuranti, che sono in grado di fronteggiare il mondo intero con fiducia e ottimismo. E di farti pensare che «se una cosa la vuoi, una strada la trovi».

Giuseppina D’Auria
(Vice Presidente STEP – ELSA Napoli)

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