DE RUGGERI CHIEDE LE DIMISSIONI DELLA SOPRINTENDENTE MARTA RAGOZZINO

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Dopo la gaffe della Soprintendente Marta Ragozzino, Raffaello De Ruggieri chiede al Ministro Franceschini le sue dimissioni:

“Illustre Ministro,

Le scrive chi oggi è uno dei candidati alla carica di Sindaco del Comune di Matera e che ha già avuto l’onore di essere componente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici e insignito dal Presidente della Repubblica del Diploma di Benemerito della Cultura.

 

Lo straordinario momento che sta vivendo la città di Matera insieme alla sua comunità a seguito della designazione a Capitale europea della cultura per il 2019, rischia di essere gravemente pregiudicato dal ruolo che stanno assumendo rappresentanti di alcune delle più alte istituzioni culturali.

Mi riferisco, in particolare, alla dichiarazione del Direttore del Polo Museale della Basilicata, dottoressa Marta Ragozzino, contenuta in un post pubblicato sul proprio profilo facebook alle ore 11,24 di oggi,  sabato 16 maggio (che Le inviamo in allegato), nel pieno dello svolgimento della campagna elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale.

In questo post la dottoressa Ragozzino lamenta il parcheggio  del “camion di De Ruggieri” davanti  al Museo  (Palazzo Lanfranchi). Sa – e lo dice – che la collocazione temporanea  è per ragioni elettorali ed è regolarmente autorizzata.  Ma non se ne lamenta con chi ha autorizzato né rappresenta allo scrivente l’inopportunità del luogo o del momento (oggi la Notte ei Musei).

Ne parla e chiede consigli per utilizzare l’episodio a fini elettorali (“che tipo di post faresti?”), contro lo scrivente, a tale Andrea Camorrino, responsabile dell’agenzia di comunicazione che cura la campagna elettorale del candidato sindaco Salvatore Adduce, concorrente di chi scrive.

 

Mai ci saremmo aspettati che il Direttore Ragozzino avrebbe piegato e asservito l’istituzione che dirige alle ragioni di parte del candidato Salvatore Adduce, confessando la sua attiva partecipazione alla campagna elettorale (“pare sia meglio che io non parli in quanto direttore del polo museale data la mia partecipazione a questa campagna, che non è pubblica ma chi vuole sapere sa, e potrei essere messa in difficoltà”),  contattando direttamente il responsabile dell’agenzia che cura la comunicazione (tale Andrea Camorrino), elaborando strategie e azioni per indebolire altre candidature (“Qualcuno parla di interrogazioni parlamentari, Che dobbiamo fare?”), nella fattispecie quella del sottoscritto.

Sorvolerei anche sulla denigrazione e sul linguaggio utilizzato nei miei confronti (“uno che vuole fare il paladino della cultura”) e non mi dolgo se per il Direttore sono un “vecchietto”: ritengo, invece, che la dottoressa Ragozzino, prima che il sottoscritto, stia offendendo l”Istituzione che dirige, oltre che i cittadini materani.

Ma risulta intollerabile  la pubblica dichiarazione di essere l’ ispiratore dei contenuti che il candidato Adduce sostiene nel corso dei suoi comizi (“Nessuno potrà vedere l’ingresso perché il camion copre tutto. Salvatore (Adduce, ndr) lo dirà al comizio suo”, previsto per stasera).

L’asservimento della funzione pubblica a ragioni politiche private e di parte è palese e insostenibile! La dottoressa Ragozzino agisce come una militante politica a servizio di una parte nell’esercizio del suo ruolo di Direttore del Polo museale, compromettendone autorevolezza e  indipendenza.

 

Ritenendo che la sua concreta, evidente  e confessata partecipazione allo  staff del comitato elettorale di del candidato sindaco Adduce sia assolutamente incompatibile con quello di Direttore del Polo Museale della Basilicata, mi rivolgo a Lei affinché assuma tempestivamente i provvedimenti del caso, non escludendo la sua immediata rimozione dall’incarico per difendere il prestigio dell’Istituzione, evitare ingerenze nella vita democratica della città,  salvaguardare l’imparzialità della Pubblica Amministrazione, garantire il corretto svolgimento della campagna elettorale.

 

In attesa di un riscontro, Le porgo i più cordiali saluti.

 

Matera, 16 maggio 2015″

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