Le regole del mare: i nuovi limiti per le moto d’acqua

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Dopo tanti anni in cui le nostre coste sono state sprovviste di una normativa che regolamentasse l’uso delle moto d’acqua, ad oggi finalmente la nostra legislazione ha definito alcune regole che da una parte ne limitano l’uso incondizionato, ma allo stesso tempo semplificano anche alcuni iter burocratici per l’acquisto e la proprietà.
Una svolta oramai necessaria, visto che comunque la diffusione di questo tipo di mezzi è in aumento, grazie anche al mercato secondario che vede tantissime moto d’acqua usate in vendita online su siti specializzati come Usato.it: basta guardare il numero degli annunci per rendersi conto che questo segmento di mercato ha sempre un numero nutrito di appassionati.
Ma una volta acquistata, cosa serve per condurre una moto d’acqua? Innanzi tutto serve essere maggiorenni e bisogna sostenere l’esame per la patente a motore su di una unita’ da diporto con motore superiore ai 40,8 cv o 30 Kw, poiché infatti non esiste una patente apposita per la conduzione di acquascooter e moto d’acqua, ma così è stato sancito dal DPR 411/97 e con ordinanza 15/2004 del 3 Maggio 2004.

La navigazione è consentita solo entro la distanza di 1 miglio dalla costa, ma soprattutto bisogna rispettare il vincolo che in tutta la stagione che va dal 1 Maggio al 30 Settembre la partenza e l’approdo avvengano unicamente attraverso approdi aperti o corridoi autorizzati. Le manovre atte all’approdo o all’uscita in mare, inoltre, devono essere effettuate alla minima velocità di manovra affinché vengano rispettate tutte le norme di sicurezza. Nel caso in cui la spiaggia non sia provvista di tali corridoi di lancio, è consentito attraversare la fascia di mare riservata alla balneazione esclusivamente a motore spento e con la massima cautela. La navigazione è consentita solo durante le ore del giorno e con condizioni meteorologiche buone, cioè con mare calmo e visibilità ottimale. Il limite di velocità è stato fissato a 10 nodi, pari a circa 20 chilometri orari, entro i mille metri dalla costa. Obbligatorio è l’uso di una cintura di salvataggio di tipo omologato, che deve essere sempre a bordo del mezzo. Gli scooter e le moto d’acqua devono altresì essere dotate di un dispositivo che sia in grado di arrestarne la marcia in caso di caduta del guidatore. Nei mesi di Luglio ed Agosto possono essere introdotte ulteriori limitazioni riguardo agli orari e le giornate in cui si può circolare. Queste sono le “note dolenti”, ma la regolamentazione, come detto in precedenza, riguarda anche alcune norme a favore di chi possiede una moto d’acqua o uno scooter.

Prima di tutto il fatto che sia stata abolita la tassa di stazionamento, il cosiddetto «bollo del mare» e la semplificazione di molte delle procedure burocratiche per acquistare. Per chi viene sorpreso alla guida del mezzo senza la patente, o con meno di 18 anni, si rischia una multa da 2.066 a 8.026 euro, senza però dover più subire il sequestro del mezzo o rischiare l’arresto, come era in precedenza. I controlli di routine per la verifica dei documenti e della dotazione di bordo, non saranno più fatti in acqua, ma sulle banchine e non sarà necessario avere sempre con sé i documenti in originale, con il rischio di bagnarli o perderli.

Per quanto riguarda i temi dell’inquinamento ed il rumore relativo agli acqua scooter, al momento si sta ancora studiando la questione. Se si calcola che le imbarcazioni da diporto a motore e le moto d’acqua che solcano le nostre coste sono circa sei milioni, appare evidente come il tema emissioni rischi di diventare sempre più un problema. La Commissione Europea attualmente ha al vaglio una serie di proposte sull’emissione di ossidi di azoto (NOx), degli idrocarburi (HC) e del materiale particolato, che andrà ad incidere non tanto sull’uso, quanto piuttosto sulle norme di progettazione dei motori, in modo da tutelare seriamente anche l’aspetto ambientale.

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