L’importanza della dimensione onirica: i sogni

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La dimensione del sonno e la relativa attività onirica sono degli aspetti la cui rilevanza tende ad essere ignorata o sottostimata dalla maggior parte delle persone: in realtà si tratta di una parte importante della nostra esistenza, se consideriamo che circa un terzo delle 24 ore che compongono una giornata vengono trascorse dormendo e sognando. Eppure sono numerosi quelli che al risveglio mattutino non riescono a ricordare una sola scena dei sogni notturni, credendo così, erroneamente, di non aver sognato affatto.

Sigmund Freud, nelle sue approfondite ricerche sull’attività onirica, ben illustrate nella sua opera “L’interpretazione dei sogni”, aveva costruito una teoria in grado di spiegare questo fenomeno: secondo lo psicologo austriaco, durante il sonno emergerebbero tutti quei desideri, impulsi e visioni che sarebbero normalmente intollerabili per la nostra coscienza durante la fase di veglia; il lavoro onirico della nostra mente provvederebbe tuttavia a mascherare la crudezza delle scene provenienti dall’inconscio, conferendo al sogno quelle caratteristiche di bizzarria ed irrazionalità che spesso non ci permettono di rievocarli, o che li fanno prontamente accantonare e dimenticare dal pensiero razionale perché imperscrutabili. Conoscendo però gli strumenti utilizzati dall’inconscio, sempre secondo Freud, si è in grado di decifrare il loro significato, con la consapevolezza che il senso così emerso potrà essere a volte difficile da accettare.  

Le teorie freudiane non sono le uniche che hanno cercato di spiegare la dimensione onirica. Sono ben conosciute anche le interpretazioni di Carl Gustav Jung, che hanno influenzato numerosi pensatori, suggerendo dei percorsi alternativi alla psicoanalisi di Freud. Oggi si sono sviluppate nuove linee di pensiero che non considerano i sogni come una semplice soddisfazione fantasiosa ed inconscia degli impulsi tenuti sotto chiave dalla coscienza, bensì rivalutano l’attività creativa della mente durante il sonno: questa, durante l’attività onirica notturna, sarebbe in grado di creare nuove ed originali connessioni, ed addirittura suggerirci delle soluzioni ai problemi reali incontrati durante l’esperienza quotidiana. Per avere degli esempi immediati, è possibile consultare questa pagina del sito Donnad.it dove sono raccolti alcuni dei sogni più frequenti e le loro possibili interpretazioni.

Altri studiosi del sonno si sono concentrati sulla capacità della mente di creare delle vere e proprie storie drammatiche che si esplicitano durante il sogno, caratterizzate dalle sequenze tipiche di una storia: introduzione, comparsa dell’elemento pericoloso, raggiungimento del momento critico e soluzione finale. In questo caso, un sogno sarebbe la raffigurazione di un conflitto, costellato dalla presenza di simboli e riferimenti all’esperienza di vita del sognatore.  

Secondo queste nuove linee di pensiero, il sogno viene visto come uno strumento per rielaborare i contenuti della coscienza, per prepararsi anche ad affrontare degli avvenimenti futuri o rielaborare quelli passati. L’attività onirica non sarebbe quindi sempre riconducibile a fattori legati alla soddisfazione sessuale o degli impulsi primari come suggerito da Freud, ma sarebbe una sfera dalle dimensioni ben più estese.

La teoria che identifica il sogno come “racconto” poggia le fondamenta su uno studio condotto da Jacques Montangero e Corrado Cavallero, due ricercatori dell’Università di Ginevra e di Trieste, che in un articolo scientifico sulla struttura narrativa dei sogni hanno illustrato i risultati delle osservazioni su un numero di soggetti ai quali veniva richiesto di raccontare il contenuto dei loro sogni al risveglio, sia nel cuore della notte che al mattino. Le descrizioni della loro attività onirica hanno permesso ai due psicologi di comprendere la struttura dei sogni, che secondo la loro interpretazione, ricalcherebbe quella delle storie drammatiche descritte.  

Abituarsi a monitorare i propri sogni, interpretandoli e sondando il loro intrinseco significato, è un metodo per comprendere le sfaccettature più nascoste e profonde della nostra personalità, oltre ad un modo di trovare delle soluzioni creative per i problemi della nostra esistenza, come hanno dimostrato i recenti studi e le nuove teorie sulla dimensione onirica.

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