Da Pisticci al Petruzzelli di Bari: il Maestro Bifulco si racconta

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Raffaele Bifulco, pisticcese doc e amante della Lucania, è ormai uno degli interpreti più importanti della musica internazionale: con il suo flauto traverso ha incantato i più importanti teatri e luoghi di cultura del mondo, ma non dimentica mai la sua terra e, appena può, fa una capatina a casa per riabbracciare la sua famiglia e le sue radici. Proprio durante la sua ultima permanenza a Pisticci, il maestro Bifulco ha gentilmente risposto ad alcune domande e ha raccontato i momenti più importanti della sua straordinaria carriera, sottolineando che soltanto con l’impegno e la costanza si ottengono risultati straordinari.

Maestro, la prima domanda è scontata, ma obbligatoria per un musicista che si rispetti: come è nata la sua passione per la musica e per il flauto?
La mia passione per la musica è nata all’età di 5 anni con lo studio del pianoforte, e poi proseguita subito dopo, all’età di 8 anni, con quella del flauto traverso, strumento del quale mi sono innamorato dopo l’ascolto di alcuni dischi del grande e noto flautista Severino Gazzelloni. Ho cominciato, quindi, ad impararlo, seguendo le lezioni tenute dall’insegnante della banda del mio paese; ho deciso, a tal punto, di iscrivermi al Conservatorio “E.R.Duni” di Matera e poi proseguire gli studi presso l’Istituto musicale pareggiato “O.Vecchi” di Modena. Successivamente ho partecipato ai corsi di flauto tenuti dai flautisti Michele Marasco, Peter Lukas Graf, Emmanuel Pahud, Mario Caroli, Maxence Larrieu.
Una carriera straordinaria la sua e ricca di grandissime esperienze: vuole raccontare i passaggi più importanti?
Nella mia carriera musicale ho avuto l’occasione, sin da età giovanissima, di esibirmi in Teatri e sale concertistiche molto prestigiose e di fama mondiale: Teatro Real di Madrid, Teatro Colon di Buenos Aires, il Royal Opera House di Muscat, Teatro alla Scala di Milano, Konzerthaus di Berlino, la Konzertall di Lucerna, Teatro Romano di Aosta, l’Auditorium della Conciliazione a Roma, la Concert Hall di Parnu, La Concert Hall di Turku, Teatro Comunale di Bologna, Il Teatro sociale di Bellinzona, il Palazzo dei Congressi di Lugano. Le esperienze più importanti e gratificanti, e che sicuramente non dimenticherò mai, sono state quelle tenute in qualità di Primo flauto con L’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, L’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra Giovanile “L.Cherubini” , diretta dal M°Riccardo Muti: lavorare con il M°Muti è stato qualcosa di magnifico e meraviglioso, anche perché ho avuto l’occasione di esibirmi sotto la sua direzione in importanti manifestazioni come Ravenna Festival, Ravello Festival, Salzburg Festival. Particolarmente significativa è stata la mia partecipazione in formazioni cameristiche ai Festival internazionali: Flautissimo (Roma), Emilia Romagna Festival, Festival di Spoleto, Acanthes(Metz), “S.Gazzelloni” (Roccasecca). Ricordo molto volentieri l’ottima esperienza musicale tenuta in Svizzera, con l’Orchestra della Radiosvizzera italiana, nella quale ho avuto la grandissima fortuna di essere affiancato ad un eccellente flautista come Bruno Grossi, vincitore del celebre concorso flautistico internazionale “Jean Pierre Rampal”. Con questa orchestra ho partecipato a più edizioni del Festival “Marta Argerich”. Ho avuto fra i Direttori più importanti John Axelrod, Gabriele Ferro, Alain Lombard, Daniele Rustioni, Riccardo Muti, Alexander Vedernikov, Ascher Fisch, Roberto Abbado, e ho collaborato, inoltre, con alcuni tra i più noti protagonisti della scena concertistica internazionale, fra i quali Leonidas Kavakos, Isabelle Faust, Marta Argerich, Radovan Vlaktovic, Mischa Maisky, Janine Jansen.

Arrivare a suonare al Petruzzelli di Bari non avviene per caso: quanta fatica e quanto impegno ci sono voluti per costruire un percorso del genere e quanto le ha dato la musica in termini umani?
La vita di un musicista richiede davvero tanto impegno e lavoro, anche perché rappresenta l’accumulo di tante esperienze, maturate nel corso degli anni. Ho avuto la fortuna di vincere il Primo Premio in concorsi flautistici nazionali ed internazionali importanti: dal “Francesco Cilea” di Palmi al “Severino Gazzelloni” (Roccasecca) passando per il Concorso “E.Krakamp” (Torre del Greco), il Concorso “Syrinx Giovani” (Roma) e il Concorso Internazionale flautistico “Città di Ovada”. Dal 2013 ricopro il ruolo di Primo flauto dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari: un’esperienza davvero gratificante, che occupa la maggior parte del mio tempo e che mi ha anche dato la possibilità di eseguire lo scorso anno il Concerto in Do Magg per flauto e arpa KV 299 di W.A.Mozart, sotto la direzione del noto pianista M°Alexander Lonquich.
In termini umani posso dire che la musica mi ha dato tantissimo, in quanto ho avuto l’occasione di conoscere molti musicisti di spessore dei quali sono diventato amico.

In tempi di crisi come questi è difficile vivere di musica oppure è qualcosa di impensabile?
La crisi sicuramente rappresenta una problematica che caratterizza la società di oggi e che investe anche l’ambito musicale: infatti vi sono molti validi musicisti che, pur avendo grandi qualità artistiche e professionali, non vengono però considerati ed aiutati, in quanto non vengono date loro le possibilità di inserirsi in contesti orchestrali di grande prestigio. Ecco perché molti giovani emigrano all’estero alla ricerca di sistemazioni lavorative migliori e sicure.

Capitolo Basilicata: quanto sono valorizzati musica e musicisti nella nostra Regione? In cosa occorre migliorare?
La Basilicata è una terra che non offre tanto dal punto di vista lavorativo per i musicisti, anche perché non ha una vera e propria orchestra stabile, ma sicuramente è interessante notare che esistono in essa molti musicisti che si impegnano a formare bande musicali di alto livello. Per garantire una maggiore valorizzazione dei musicisti lucani sarebbe auspicabile, a mio giudizio, una diversa gestione dei fondi destinati alla Cultura, nonché la presenza di persone competenti nel settore organizzativo ed esperti in materia.

Qualche domanda personale: chi è il suo musicista preferito? E il suo compositore?
Il mio musicista preferito è Jean Pierre Rampal, che è stato il più importante flautista del secolo scorso, e colui il quale ha inciso ben quattrocento dischi, un musicista davvero completo, che ha creato una grandissima scuola in Francia, grazie anche all’aiuto del padre flautista Joseph Rampal. In Italia esistono anche grandissimi flautisti, come Michele Marasco, Giampaolo Pretto, Bruno Grossi, Davide Formisano, Andrea Oliva, strumentisti con i quali ho avuto la grandissima fortuna di studiare, e da ognuno dei quali ho imparato molto. Per quanto riguarda i compositori, ce ne sono diversi che mi piacciono e che ascolto sempre con grande piacere: tra questi Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Ludwig van Beethoven, Franz Schubert, Johannes Brahms, Gustav Mahler.

Impegni in Basilicata con gli Euterpe Ensemble, complesso cameristico nato con altri musicisti lucani?
L’ Euterpe Ensemble è una formazione musicale cameristica. che ho creato in collaborazione con un bravissimo collega violinista/pianista Domenico Masiello, e con mia sorella Rossella Bifulco, anche lei flautista. Esso ha già avuto occasione di esibirsi in diversi comuni della Basilicata, riscuotendo grande successo, anche perché il repertorio che esegue comprende vari generi musicali. Prossimamente terremo concerti In vari posti caratteristici della nostra regione.

Come valuta l’esperienza presso il Teatro “Petruzzelli” di Bari?
Ricoprire il ruolo di Primo flauto in un Teatro importante, quale il Petruzzelli di Bari, rappresenta per me un motivo di forte orgoglio, anche perché questo Teatro è un luogo importante, nel quale giungono Direttori e solisti di fama nazionale ed internazionale, e che contribuiscono alla forte crescita e maturità della nostra Orchestra, formata principalmente da ragazzi giovani, provenienti da tutte le regioni italiane. Si tratta di un gruppo molto professionale e davvero preparato, costituito da ottimi colleghi musicisti.

Qual è il livello della musica moderna? Come la reputa?
Come in ogni cosa, anche nella musica moderna esistono composizioni che sono fondamentali per la preparazione e la conoscenza musicale di ogni strumentista. Nel caso del flauto, di importanza fondamentale, è sicuramente lo studio della musica francese del XX secolo degli autori F. Poulenc, H. Dutilleux, G. Fauré, A. Jolivet, J. Ibert, P. Sancan. Il mio sogno sarebbe, un giorno, quello di incidere un disco per flauto e pianoforte con l’esecuzione di composizioni celebri di questi autori per questa formazione cameristica.

I suoi prossimi impegni? Ha qualche progetto musicale e culturale per la sua Pisticci?
I miei prossimi impegni saranno diversi concerti cameristici con alcuni membri della mia orchestra, che terrò presso il Teatro Petruzzelli di Bari e il Teatro Mercadante di Altamura; sono anche in programma diversi Recital in Duo flauto e arpa, (formazione che amo tantissimo), in collaborazione della mia collega arpista Carla They in Italia e Svizzera, concerti per flauto e chitarra, un concerto per flauto e pianoforte presso l’Auditorium Mariani di Perugia, concerti e masterclass in Veneto, mentre a Pisticci sicuramente sarà in programma un Festival nel mese di agosto, al quale prenderò sicuramente parte in collaborazione con l’Euterpe Ensemble. Nel mio paese ho avuto già occasione di esibirmi in qualità di solista, in collaborazione dell’Orchestra di flauti “Toscanini” di Avezzano, diretta dal M°Paolo Totti. Mi aspetto un futuro ricco di impegni con tanti progetti interessanti in preparazione e la voglia di nuove esperienze in ambito professionale.

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