Dai social network la solidarietà per il primario di Cardiochirurgia del San Carlo di Potenza

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E’ tornata alla ribalta della cronaca giudiziaria di questi ultimi giorni la vicenda del reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, con le dichiarazioni che i tre medici, arrestati lo scorso 25 ottobre, hanno rilasciato in sede giudiziaria. Tra questi il primario, il professor Nicola Marraudino, nato in un piccolo paese del materano, Salandra, borgo amato a tal punto che, dopo 33 anni di servizio prestato fuori regione, finalmente è tornato ad essere il centro in cui vive. In attesa che la magistratura faccia il suo corso nell’accertare le responsabilità di chi è coinvolto in questa vicenda c’è da registrare nell’ultima settimana una solidarietà mediatica a favore del primario che ha incuriosito la pubblica opinione. “Per la triste vicenda due regioni si sono unite manifestando la propria stima all’uomo innanzitutto, e poi al medico, nel gruppo di facebook ‘Dillo con il cuore’. Qui, nel giro di pochi giorni, incredibilmente hanno aderito circa 1300 persone, tra colleghi medici, paramedici, pazienti, amici e familiari, tutti pronti a raccontare la loro storia o quella di qualche caro, con la speranza di rivedere il dottor Marraudino il più presto possibile in corsia” E’ quanto dichiara l’ideatrice del gruppo, Mariapia Garaguso, che tiene a precisare che “chiunque scriva lo fa nella piena convinzione e fiducia sull’operato della Magistratura che saprà dare giusta luce a questa triste vicenda, e, soprattutto che per tutti il pensiero e una preghiera sono rivolti alla prima vittima, la signora Presta”. Ma chi è il professor Marraudino? Dopo il primo percorso accademico diventa Dottore in Medicina e chirurgia. In seguito superato un concorso presta servizio come assistente presso l’unità di Cardiochirugia del Centro Ospedaliero Universitario “Haut-Leveque” di Bordeaux, in Francia, dove partecipa a circa 200 interventi, anche di trapianto cardiaco con numerose biopsie miocardiche. Sempre durante gli anni della specializzazione, ha impiantato circa duecento pace-maker endocardici presso il Centro di Elettrostimolazione dell’istituto di Cardiochirugia dell’Università di Bari. Viene nominato professore aggregato dell’istituto di cardiochirurgia dell’ Università degli studi di Bari dove si occupa della terapia intensiva, del reparto di degenza normale, delle attività del gruppo per il Trapianto di Cuore in qualità di responsabile. Nel Novembre 2000 diventa “Responsabile Struttura Semplice Trapianto di Cuore” e del “Gruppo Trapianto Cardiaco” dell’Unità Cardiochirurgia del Dipartimento dell’Emergenza e dei Trapianti d’Organo. Dunque un professionista di grande esperienza che dal 1988 ad oggi ha partecipato a oltre 3500 interventi di chirurgia cardiaca e vascolare. L’ 11 febbraio 2013 ha assunto l’incarico quinquennale di Direttore dell’ Unità di cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza, “orgoglioso e pronto” – riferiscono ancora gli amici più stretti- “dopo 33 anni, di ritornare nella sua regione, tra la sua gente”. “Insomma tanti sacrifici e poi il baratro, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Ed è proprio il gruppo che ci da’ la forza di andare avanti – riferisce il fratello, Francesco Marraudino- con racconti di vita che hanno confermato le capacità professionali ma soprattutto l’aspetto umano di Nicola. Per me e i miei fratelli esempio da sempre di umiltà, generosità e semplicità. A scrivere colleghi di tutta Italia, medici, infermieri, e pazienti trapiantati a cui ha dato una nuova vita”. Mi piacerebbe porre alla vs attenzione solo alcune testimonianze raccolte. Francesco Marraudino ci “guida” nel gruppo facebook. Il dottor Giuseppe Capone in un post scrive “quanto manca la figura di Nicola durante i briefing pre operatori per le competenze tecniche e la passione che trasudava da ogni sua parola, tanto che, -racconta- ancora oggi in sala operatoria i colleghi ripetono come diceva Marraudino oopure Come avrebbe fatto Marraudino”. Ancora il personale della terapia intensiva di cardiochirugia del Policlinico di Bari che ricorda le numerose notti passate a combattere contro la morte, con un alto senso di responsabilità e di amore, “qualità oramai rara in questo mestiere” “Permettetemi ancora di farvi notare due post –continua Francesco Marraudino- non per voler forzare un’opinione su mio fratello, ma per cercare di restituire un po’ di bene a chi ne ha dato tanto”. A scrivere sono colleghi del Policlinico di Bari: “Ho trovato adesso la forza di scriverti un saluto, attraverso queste parole. E’ sconcertante quello che è accaduto, lo è di più per la gogna mediatica a cui ti hanno esposto. Sentire parlare di te, Prof, in questi termini, piega e piaga la voglia di onestà e la correttezza del vivere. Ho sempre creduto nella giustizia, ho partecipato ai girotondi Milanesi, sono stato accanto idealmente all’alba di mani pulite, non piegherò il capo all’idea di una giustizia sommaria o peggio ad una giustizia che non esiste. Ti aspetto, ti aspettiamo tutti, a braccia aperte, hai tante vite da salvare e cuori da far ripartire con la professionalità e l’umiltà di chi non ha mai perso di vista la delicatezza di un lavoro difficile e, a volte impossibile. Auguri Prof. Un abbraccio dalla terapia intensiva policlinico Bari”. Ed infine un amico, figlio di un paziente: “Caro Prof. Marraudino, inizio salutandoti con il tuo titolo perché quello te lo sei guadagnato con anni di studio e sacrifici, con infinite ore di sala operatoria e con i tanti cuori che hai riportato a battere; e quel titolo, quindi, nessuno potrà togliertelo. Leggendo i numerosi post in questo gruppo si può notare come tantissime persone, in un modo o nell’altro, stiano scrivendo con caldo affetto parole che servano a te e alla tua famiglia a sentire la loro vicinanza e la loro solidarietà; ma anche ad esprimere, sempre con garbo, riflettendo una delle qualità che appartiene alla tua persona, il loro sdegno e la loro incredulità davanti a questa vicenda che ha dell’incredibile, piombata come uno tsunami non solo su di te, Nicola e sulla tua famiglia ma sull’intera comunità di persone che crede nelle tue capacità, nella tua professionalità e preparazione, nella tua onestà, nella tua dedizione a una professione che è diventata per te “il senso della vita”. Caro Dottore a questo esercito di persone, già numeroso, che ti vuole bene si unisce quello composto dalle migliaia di donne e uomini, che mettendosi completamente nelle tue mani “aprendo il loro petto” alla tua sapienza ha ottenuto in cambio ancora il dono della vita e con esso la possibilità di poter assaporare nuovi abbracci, di godere di nuovi sorrisi, di nutrirsi ancora dell’amore dei propri cari. Ciò che ho notato scorrendo tra le pagine di questo gruppo è il ripetersi della parola Cuore e sul fatto che nessuno lo conosca meglio di te non ci sono dubbi. Ma forse nemmeno tu, grande conoscitore di questo organo, avresti mai immaginato nel cuore di quante persone tu sia entrato e di quanto questi cuori all’unisono stiano battendo per te, pronti a gridare NO, non una volta ma migliaia di volte, tante quante sono le vite che hai salvato e le speranze che hai ancora donato. Non mollare Prof perché siamo tutti con te”. Intanto i membri del gruppo si organizzano e si incontreranno il 15 novembre a Potenza per manifestare dal vivo la loro solidarietà al primario Nicola Marraudino. Mentre tutti auspicano che si faccia chiarezza subito in questa vicenda per restituire dignità ad un’intera struttura come il San Carlo di Potenza dove, come in ogni altra struttura ospedaliera d’Italia, ogni giorno centinaia di professionisti lavorano con passione per il prossimo.

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