Gli agricoltori della Valbasento chiedono di fermare la distruzione della valle e delle vite umane

0
257

Si è tenuta a Pisticci Scalo la manifestazione per esprimere il disappunto contro l’inquinamento della Valbesento e la distruzione del tessuto agricolo dei territori nei quali scorre il fiume Basento.
Non si è registrata una grande partecipazione di massa da parte della cittadinanza pisticcese:forse non si è capito il reale problema di una comunità che, comunque, preferisce restare ancora una volta in poltrona e delegare altri alla battaglia. I “coraggiosi” cittadini che hanno partecipato al corteo e al successivo dibattito organizzato dal comitato “Aria Pulita” Basilicata hanno contestato l’abbandono di una terra che è stata maltrattata, distrutta e dimenticata da privati e istituzioni pubbliche, attente più ai soldi che alla vita della gente.
La promotrice di questa giornata, Luciana Coletta, che rappresenta gli agricoltori della Valle preoccupati che le loro terre siano ormai inservibili perché inquinate,ha voluto dedicare questo tentativo di lotta del popolo contro i poteri forti a tutte l e(purtroppo numerosissime) vittime di tumore che questo male terribile ha mietuto nelle nostre terre.
Ha partecipato al corteo del primo marzo soltanto il Liceo Classico di Pisticci, mentre delle altre scuole del territorio nemmeno l’ombra: nemmeno tra i più giovani, quindi, vi è un tentativo di combattere per garantirsi un futuro più roseo visto che il presente è davvero troppo buio e nebuloso.
Nonostante la partecipazione scarsa, i cittadini accorsi hanno protestato percorrendo il tratto di strada che collega la TecnoParco con il borgo residenziale per poi raccogliersi nel piazzale antistante i cancelli per discutere sulla situazione e cercare delle soluzioni e dei chiarimenti circa una “tragedia ambientale” che interessa non solo Pisticci, ma l’intera Basilicata.
“L’inquinamento non è un problema soltanto del territorio della Valbasento, ma ha la sua origine a monte, presso la zona industriale di Tito Scalo ”conferma Luciana Coletta. “L’obiettivo principale e fondamentale per la Lucania è, piuttosto che bonificare la valle, eliminare la fonte del problema perché la bonifica non eliminerebbe il guaio che alimenta l’orrore nelle nostre terre”.
Presente alla protesta anche l’assessore alle Politiche Agricole e Forestali Michele Ottati che si è detto indignato di fronte allo scempio che la Valle sta subendo,ha accettato il confronto con agricoltori e industriali per tentare di trovare soluzioni e migliorie ad una situazione tragica.
Il sindaco Di Trani non si è risparmiato nel sottolineare il grande impegno che la sua amministrazione ha profuso per cercare di sollevare, prima, e risolvere poi, la questione, ma i risultati non sono stati sicuramente così efficienti ed evidenti.
E quando la platea lo fa notare, il primo cittadino pisticcese va in escandescenza e inizia a difendere a spada tratta il suo operato. I cittadini chiedono, tuttavia, maggiore coraggio alla massima carica comunale affinché faccia scelte azzardate,ma sempre a favore dei cittadini stanchi e ormai avviliti da una politica che è sempre dalla parte del più forte e timorosa di fronte ai poteri forti.
E’ intervenuto al dibattito anche il Portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato,il materano Vito Petrocelli che è molto informato sulla questione “visto che mia moglie lavora da anni qui a Pisticci Scalo,proprio presso la TecnoParco”. Il senatore pentastellato ha promesso un grande impiego a livello istituzionale affinché la Valbasento non diventi una seconda ILVA, affinché l’area industriale pisticcese non si trasformi in una delle zone più inquinate della nazione. “E’ il momento di mettere avanti a tutto gli interessi dei cittadini,la salute della gente che non può essere assolutamente sacrificata per favorire interessi economici pubblici che in questo caso specifico sono privati; non è possibile preferire i posti di lavoro alla salute della gente che ha, come diritto sancito dalla Costituzione, l’assoluta precedenza su qualsiasi altro fatto”.
A dovere di cronaca, già nel suo primo intervento,il sindaco aveva assicurato che i lavoratori di Tecnoparco non sarebbero a rischio disoccupazione perché assunti da una società a metà strada tra il pubblico e il privato e, quindi, sarebbero riassunti, come accaduto anni fa ai dipendenti dell’Agrobios, dalla Regione stessa per altre mansioni.
Ma è il professor Francesco Malvasi a muovere le acque in un dibattito fino ad allora un po’ troppo tranquillo: “Quello che si chiede alle autorità è fermare, a scopo sperimentale, l’arrivo dei reflui del petrolio da Viggiano presso Tecnoparco così da confrontare ,con analisi e controlli, il reale impatto ambientale che questi fanghi e questi reflui hanno sulla valle e sulle acque del fiume Basento”, nel quale, come confermato dallo stesso Di Trani, mesi fa sono state trovate tracce notevoli di idrocarburi nelle acque.
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Perrino chiede a gran voce di mettere mano all’organigramma dell’ARPAB Basilicata e cacciare tutti quei dipendenti che hanno peccato di negligenza e incompetenza nella gestione del delicatissimo caso dell’inquinamento della Valle, pubblicando con grande ritardo gli esami sulle acque del Basento e approvando atti che non andavano approvati. Il battibecco con l’assessore è inevitabile e si sfocia in una pesante lite a colpi di accuse reciproche sedata dalla Coletta che, da moderatrice del dibattito, invita ad abbassare i toni e mantenere i cittadini al centro del dibattito.
L’assessore regionale è sicuramente in difficoltà, visti continui attacchi ricevuti durante il dibattito: ci pensa il sindaco a difendere “un’istituzione che è venuta fin qui per ascoltare le nostre problematiche”. Ma nessuno ci trova merito in questa scelta, visto che è il suo lavoro quello di mettersi a disposizione dei cittadini ed ascoltare le problematiche di un territorio devastato dall’inquinamento e della disoccupazione galoppante. Nonostante qualche attrito, l’Assessore si è confermato dalla parte della gente, pronto a tavoli della trasparenza e ad azioni per salvaguardare il presente e il futuro di questo territorio devastato dall’inquinamento e dalle recenti alluvioni, con un governo regionale che farà di tutto per risolvere questa situazione sempre più critica.
Il prossimo appuntamento, anche per verificare che quanto detto in assemblea dai vari politici di turno non sia aria fritta,che le loro promesse non siano le solite parole decantate al vento, sarà il 5 aprile,quando, secondo le parole di Filippo Ambrosini, portavoce locale del Movimento Cinque Stelle,si organizzerà una manifestazione contro lo sversamento costante di veleni nella Valle lucana.
Inoltre Ambrosini ha chiesto che la comunità possa produrre documenti e atti da poter proporre alle varie Commissioni nazionali riguardo l’annosa questione dell’inquinamento per cercare di portare il problema alla sensibilità di tutti, istituzioni e non, così da essere coesi e compatti affinché la Valle dei Fuochi possa tornare a chiamarsi Valle del benessere.

Foto: Olambientalista.it

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here