I cavalli di Murer, grande successo per il libro di Gianpiero Adornato

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“L’amore sconfinato per un amico, della cui scomparsa non riesce a capire la ragione. La comprensione umana per una persona affetta da una malattia crudele, resa ancora più crudele dall’ignoranza e dall’indifferenza del mondo che la circonda.” . Queste sono le parole di Concetta Cirigliano Perna che nella prefazione de “I cavalli di Murer” incornicia perfettamente i tratti del nuovo romanzo dello scrittore Gianpiero Adornato. In quest’appassionante narrazione, il tema dell’amicizia si intreccia a quello della malattia, e questi ancora si mescolano agli spigolosi temi dell’incuranza e del disinteresse collettivo: ne viene fuori un complicato quadro sociale che ha come protagonista l’esperienza di vita dello stesso autore. Il tutto si svolge in un teatro a noi Lucani molto caro, quello delle colline Materane.
“I cavalli di Murer” è perciò un romanzo che tratta di tematiche serie e importanti, ma che viene alleggerito dall’inconfondibile vena ironica dell’autore, il quale, in questa intervista, ci parla del suo nuovo lavoro così:

“Chi o cosa ha ispirato la stesura di questo racconto e la figura del particolarissimo Silvino?”
“Silvino è un personaggio reale che io ho conosciuto davvero. Di lui mi ha colpito la sua malattia che mi ha fornito gli spunti per l’intero romanzo. Naturalmente aveva un altro nome ma egli era così come l’ho raccontato.”

“A questo proposito… Il retrocopertina del suo “I cavalli di Murer” ha inizio così: “La vicenda narrata in questo romanzo è solo in parte vera”. Qual è e quanto è forte la presenza di questa parte del romanzo all’interno della sua vita?”
“E’ vera per l’80 per cento e forse un po’ di più… In fondo io mi rivedo in tutti i personaggi nel bene e nel male in essi è contenuta tutta la mia anima, il mio corpo, il mio vissuto.”

“Questo libro tutto Lucano ha riscosso molto successo e non solo in Basilicata. Secondo lei qual è il motivo?”
“Non saprei… Il motivo è probabilmente dovuto ai temi trattati, che fuoriescono dall’ambito provinciale per abbracciare tematiche universali.”

“I suoi lettori sostengono di aver trovato delle somiglianze fra il suo tipo di scrittura e quello del grande Andra Camilleri. E’ lui lo scrittore a cui lei si rifà? Altrimenti, se c’è, qual è lo scrittore a cui lei si ispira nella stesura dei suoi romanzi?”
“In realtà no, non mi rifaccio a Camilleri. Semmai la mia scrittura somiglia di più per l’ironia a quella di Mark Twain che era il mio autore preferito quando ero adolescente. Ho un vero e proprio culto per il naturalismo francese. In realtà credo di avere introdotto in letteratura un nuovo modo di raccontare le miserie umane con l’intento di alleggerirle del peso che si portano dietro facendo partecipare il lettore nella trama delle vicende e coinvolgerlo totalmente in esse. Porto per mano il lettore sulla scena ed egli ne prende domicilio. Io gli offro nelle descrizioni tutti i dettagli possibili in modo tale di causare un solido apparentamento con luoghi e personaggi che via via si dipanano.”

“Quando e com’è nata la sua passione per la scrittura?”
“La passione è nata come una folgorazione, quando ho iniziato a dimenticare qualcosa, ho avuto il terrore che quanto avevo vissuto si vestisse dell’oblio che nulla conserva in vita. Forse la molla e stata la volontà di lasciare tracce di me a mio figlio e la presunzione-desiderio di non essere dimenticato.”

“Il suo primo romanzo “A piedi nudi sui miei ciottoli” è ambientato nella piccola Cittanova in provincia di Reggio Calabria, la sua terra natale, trattasi infatti, di una biografia dei suoi primissimi anni di vita. La trama de “I cavalli di Murer”, invece, si svolge nel territorio Materano in cui vive attualmente. Si potrebbe dire che lei, nella sua produzione letteraria, stia ripercorrendo le vicende più importanti della sua vita attraverso i luoghi più significativi in cui ha vissuto…”
“E’ vero, in entrambi i romanzi parlo della terra che mi ha accolto… Nel primo la mia terra di origine nel secondo quella di adozione, ma l’amore per tutte e due è identico.”

“Cosa ama della nostra Lucania a tal punto da ambientarci il suo secondo manoscritto?”
“Della Lucania amo la gente che conserva i sapori di un sud che ancora nulla ha perduto dell’identità tramandata dagli uomini che ci hanno preceduto… e poi è una terra misteriosa tutta da scoprire tanto da convincermi a scrivere un terzo romanzo ambientato ancora una volta in Basilicata.”

 

Grazia Maria Donvito

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