L’inutile ordinanza del Comune di Matera sui falò. Mentre fuori città si brucia PFU e Pet Coke

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Una riflessione a qualche giorno dai falò di San Giuseppe è doverosa dopo l’ordinanza emessa dal Comune di Matera che impone il controllo della legna da ardere nei fuochi. Ebbene, con l’ordinanza n. 86 emessa il 13 marzo scorso il Comune di Matera è riuscito a burocratizzare pure la tradizione dei falò. Un’ordinanza che sa di pedanteria e forse anche di inutile intrusione nel gioco dei bambini. I falò si sono sempre fatti anche quando noi eravamo bambini. Nessuno si è mai fatto male e sicuramente nessuno si è mai sognato di buttare nel fuoco un pneumatico o pezzi di plastica. Lo sanno anche i bambini che pneumatici, plastica e materiali sintetici puzzano e fanno fumo nero. E se capita di bruciare qualche pezzo di truciolare verniciato non è la fine del mondo: nessuno riterrà i bambini responsabili dell’inquinamento atmosferico della Città dei Sassi.
E poi perchè accanirsi così tanto su questo aspetto della legna da ardere in un fuoco che dura 2 ore quando a pochi chilometri fuori Matera, in un cementificio e in una industria di laterizi, si brucia di tutto, ogni giorno, tra cui PFU (Pneumatici Fuori Uso) e pet coke, la cosiddetta “feccia del petrolio”.
Nell’allestire i fuochi, prima che arrivasse l’ordinanza comunale, i bambini hanno sempre seguito una sola regola: quella del buon senso. Non si può chiedere a dei bambini che giocano per strada e rinnovano una tradizione di protocollare inutili carte al Comune. Tanto nessuno andrà a controllare all’interno del falò natura e quantità dei materiali. Se ci fosse stato buon senso ai piani alti del Comune di Matera ci si sarebbe resi conto che accanirsi con la burocrazia sui falò non serve a niente. I fenomeni che danneggiano l’ambiente e la salute umana sono ben altri.
Perchè se la questione sta nei termini posti dall’ordinanza, l’ordinanza stessa è incompleta. Ai bambini si dovrebbe imporre anche di arrostire soltanto salsiccia senza Ogm e carne con filiera corta, proveniente da allevamenti che non utilizzano mangimi.

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