LUCA COLACICCO, FALEGNAME 2.0. DA MATERA LA SFIDA DELL’ARTIGIANATO INNOVATIVO

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Falegname 2.0. Potremmo definire così Luca Colacicco artigiano materano con il pallino dell’innovazione e dell’uso delle tecnologie applicate al legno per liberare la creatività. Abbiamo visitato la sua azienda che è un vero e proprio gioiello di innovatività nelle lavorazioni del legno per ottenere risultati degni di nota nel campo del design. Con la crisi del settore del mobile imbottito, iniziata già oltre dieci anni fa, Luca Colacicco ha orientato l’azienda verso il design iniziando ad esplorare nuovi ambiti di applicazione delle lavorazioni del legno per aprisi fette di mercato in un settore, quello dell’arredo, tradizionalmente poco incline alla novità.
La sperimentazione scientifica e le tecnologie applicate hanno esaltato le potenzialità costruttive del legno. Il tradizionale artigiano del legno si è trasformato in un “artigiano digitale” capace di utilizzare tutte le tecnologie informatiche nella fase di ideazione e di progettazione del manufatto e le tecnologie di automazione e controllo numerico nella fase di realizzazione. “Ho iniziato a sviluppare progetti in autonomia – afferma Luca Colacicco- ma spesso sono stato affiancato da artigiani, professionisti nel settore ligneo, designer ed architetti con i quali abbiamo esplorato le nuove tecnologie come taglio laser o fresatrici a controllo numerico. I risultati hanno dato vita a nuovi oggetti e complementi d’arredo, oppure allestimenti temporanei che esaltano le qualità del legno dal punto di vista estetico e materico. Con gli strumenti e le lavorazioni a disposizione oggi il limite è davvero la fantasia e la creatività del progettista”.
In un mondo come quello di oggi, dove la collaborazione, o meglio la ricerca e la capacità di fare rete, si sta rivelando come una delle leve più potenti per affrontare il cambiamento, proprio l’artigiano contemporaneo (e in particolare quello che Ugo La Pietra definisce “l’artigiano metropolitano” che usa tecniche innovative e spesso anche materiali di recupero) potrebbe essere uno dei principali attori di tali integrazioni che Colacicco realizza nella sua azienda-atelier.
“Qualità – sostiene Colacicco- vuol dire emozione. La componente umana rende ineguagliabile i mestieri d’arte anche quando interviene la tecnologia più avanzata, al punto che spesso l’imperfezione si fa meraviglia. Solo l’artigiano può permettersi quell’imperfezione che diventa personalizzazione; solo l’artigiano può permettersi di sperimentare e di sbagliare per poi aggiustare innovando, aumentando così la sua esperienza e la sua capacità, per poi raggiungere una qualità generatrice di emozioni nuove”. Ed infatti i suoi oggetti hanno una ricercatezza tattile senza eguali, ottenuta con accurate lavorazioni a macchina e a mano. Ma le nuove dotazioni tecnologiche, diventate sempre più indispensabili per portare avanti o intraprendere qualsiasi tipo di attività, non possono affrancare gli artigiani dalla necessità di un cambiamento copernicano del proprio ruolo. E’ necessaria una presa di coscienza da parte di questi imprenditori di quanto stia succedendo intorno a loro, di come stia mutando la loro “specie”, non più in estinzione, ma rivolta ad un mercato attento ai prodotti belli e ben fatti, che a differenza del sistema globale e di massa, intende acquistare prodotti che rispecchino l’esigenza del singolo, per qualità e per facilità di accesso.
In un altro senso lo sviluppo potrà avvenire attraverso l’estrema specializzazione, come per i liutai di Cremona riconosciuti internazionalmente come i più bravi del settore. Un cambiamento intuito dall’imprenditore materano che continua a lavorare per il settore del mobile imbottito, comparto che rappresenta anche a livello nazionale quale membro del direttivo Unital che associa imprese del settore Legno Arredamento.
“Oggi l’industria ha paura di rischiare – afferma Colacicco- il rischio la metterebbe completamente in crisi, quindi anche quando investe nella sperimentazione impone limiti molto vincolanti che portano a un’operazione timida, sempre meno ardita. Quello che ci può salvare è il sapere artigianale, il poter fare in piccolo con le proprie mani, per questo nella mia azienda considero arte, artigianato e design come categorie uniche, non separate, anzi complementari”.
Il percorso intrapreso da Colacicco racchiude in sé non solo una grande esperienza del fare e una profonda conoscenza dei materiali ma anche motivazione unita a passione e una grande capacità di controllare l’intero processo generativo e realizzativo, compendiando in un’unica persona specificità diverse. “La tendenza di oggi alla contaminazione e alla collaborazione – conclude Colacicco- non è quindi una novità ma sempre più un’esigenza per rispondere al cambiamento, per non farci sopraffare dalla standardizzazione spinta che la grande industria ci impone. Io ho un piccolo sogno che va in questa direzione: introdurre e coordinare a Matera un indirizzo scolastico di Tecnologie del Legno visto che la Basilicata è una delle poche regioni ricche di boschi. L’Università prevede percorsi formativi che vanno dalla coltura del legno (scienze forestali) alla cultura del progetto (architettura), ma manca l’anello di congiunzione della scuola superiore per dare la possibilità ai giovani di scegliere un settore che potrà garantire nuovi sbocchi professionali in questo campo”.
Ritrovare il coraggio di sperimentare come accade in questa azienda materana, piccola ma all’avanguardia, consente di ottenere prototipi, pezzi unici ed in serie, e consolida la capacità di dare vita ad una ripetibilità nelle esecuzioni ad alto contenuto di design. Una qualità sempre più apprezzata nelle fiere di settore alle quali l’artigiano 2.0 di Matera partecipa con successo.
Giovanni Martemucci

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