Melfi, una favola da Lega Pro

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Il mondo del calcio è diventato un intrigo di costi, stipendi e spese che rendono sempre più inaccessibile lo sport professionistico alle piccole entità della nostra splendida Italia: tuttavia, ai piedi del Castello Federiciano di Melfi, c’è una società, l’Associazione Sportiva Melfi, che anche quest’anno ha regalato emozioni incredibili alla tifoseria gialloverde, riuscendo a strappare la salvezza nel campionato di Lega Pro, terza serie nazionale, al termine di un cammino pazzesco, conclusosi con quarantotto punti (cinquanta sul campo) e la qualificazione alla prossima edizione della Tim Cup. Una stagione esaltante per la squadra di mister Bitetto, composta prevalentemente da calciatori alla prima esperienza professionistica e da giovani vogliosi di rilancio. Tra questi ha rubato la scena Salvatore Caturano, meglio conosciuto come Sasà: il bomber ventiquattrenne dell’undici lucano ha conquistato la vetta della classifica marcatori, avendo realizzato ben 18 gol. Il giocatore ex Casertana, dopo un avvio stentato, ha iniziato a segnare a ripetizione, trascinando i suoi compagni verso una salvezza difficilissima, ma straordinaria e regalando alla tifoseria dell’ “Arturo Valerio” giocate da categoria superiore. Una stagione da incorniciare che conferma Melfi nell’Olimpo del professionismo calcistico: il sodalizio guidato dal Presidente Giuseppe Maglione giunge così alla tredicesima conferma consecutiva nel calcio che conta. Un autentico miracolo per una città di quasi ventimila abitanti che deve ringraziare la passione del presidente e la bontà progettuale dell’intera società che, per mantenere il “giocattolo” nella città di Federico II, ha dovuto puntare soprattutto sulla linea verde e, dunque, sul lancio delle giovani promesse del calcio italiano. Una scommessa vinta già l’anno scorso quando i gialloverdi erano riusciti a conquistare la storica promozione nella Lega Pro unica grazie alla splendida direzione tecnica di Leonardo Bitetto, trainer pugliese che ha saputo bissare la fantastica cavalcata dello scorso anno, esaltando Melfi con un campionato che difficilmente la Brigata Normanna potrà dimenticare ed entrando di diritto nella storia dello sport melfitano. Nella stagione appena conclusa la squadra di capitan Dermaku, altro gioiello di fabbrica, è riuscita nell’impresa di battere squadre di blasone come Lecce, Reggina e Foggia; inoltre la formazione lucana ha saputo regalare “giornate amare” a storiche tifoserie del palcoscenico nazionale: a Caserta e Messina i gialloverdi hanno conquistato la vittoria, mentre Salerno ha potuto apprezzare la splendida prova dei terribili ragazzi di Bitetto. Un miracolo sportivo, quello dei giovani calciatori lucani, condito dall’ apprezzamento degli addetti ai lavori verso un modello, quello del Melfi, che ha riscosso un successo incredibile. Concluso l’ennesimo capolavoro, la speranza è la prosecuzione della favola Melfi: infatti, con la conclusione del campionato inizia quello che ogni anno si rivela il periodo più difficile per la società lucana che deve far fronte alle incombenze burocratiche e finanziarie in vista della stagione 2015-2016. Il Melfi Calcio è patrimonio dell’intera Lucania e c’è bisogno dell’aiuto di tutti per salvaguardare una società storica che, con budget risicatissimi, sta facendo vivere emozioni indescrivibili ai suoi tifosi e che costituisce una vetrina nazionale niente male per la regione. Melfi, un miracolo sportivo tra i milionari del calcio professionistico, merita la possibilità di continuare a scrivere pagine importanti nel libro dello sport nazionale.

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