“Siamo pronti a morire per difendere l’Ospedale”. Il Comitato annuncia battaglia

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Il Comitato di Difesa dell’Ospedale di Tinchi è pronto a proteggere il nosocomio da nuove minacce di chiusura: dopo le ennesime promesse tradite i difensori del presidio ospedaliero annunciano una nuova manifestazione popolare per domenica 29 giugno in cui, a partire dalle 9:30, la popolazione metapontina esprimerà tutto il suo dissenso per una chiusura che, a detta del Comitato, sembra ormai imminente. Nell’assemblea popolare di mercoledì 25 giugno sono state elencate le principali promesse che puntualmente l’ASM ha disatteso: “ Entro il 30 giugno doveva essere realizzato il nuovo padiglione della dialisi, ma naturalmente ciò non è avvenuto”. Sono le malinconiche parole dello storico difensore del presidio ospedaliero pisticcese Domenico Giannace che ha aperto l’assemblea popolare: “Abbiamo invitato il Direttore Generale e gli altri organismi che giunti qui ci hanno promesso sempre tante iniziative, ma nulla è stato poi realizzato. Poiché non siamo una popolazione che vuole essere presa in giro, ecco la ragione per cui abbiamo deciso di organizzare una grande manifestazione popolare per domenica: da qui non si muove nessuno e nulla verrà spostato, a meno che il Presidente della Regione e l’ASM non certifichino il progetto di ricostruzione del terzo piano, per cui è previsto solo l’abbattimento”.

Il nocciolo della questione è proprio questo: infatti, con un verbale controfirmato dal Sindaco di Pisticci, il presidente della Regione Marcello Pittella ha pianificato l’abbattimento del terzo piano, ma in esso non vi è alcun accenno a progetti di ricostruzione e a fondi che siano ad essa destinati . “ Nell’accordo notturno e clandestino tra il Sindaco e la Regione, effettuato senza nemmeno chiamarci in causa – affermano i membri del comitato – sono stati previsti solo i trasferimenti dei servizi che il nostro ospedale offre tra Policoro e Matera per dieci-dodici mesi, senza nessuna rassicurazione circa il ripristino successivo. Per questo noi affermiamo che da qui non si muove nulla. Gli unici ambulatori che saranno trasferiti a Pisticci sono quelli del Distretto Sanitario”.
Il Comitato, nelle parole di Pietro Giannace, ripercorre la storia delle lotte a difesa dell’Ospedale e fa il punto della situazione: “Lo smantellamento parte dal 1997 ed oggi non c’è nessun politico che è venuto qui per spiegare alla gente cosa si intende fare con Tinchi. Nel corso di questi anni abbiamo dovuto sopportare bugie e menzogne: al momento non ci fidiamo nemmeno della Università di Basilicata che ha stilato la relazione tecnica che certifica la pericolosità del terzo piano dal punto di vista antisismico, vista la vicinanza al potere politico dell’ateneo lucano. Nel 2005 c’è stato un controllo circa la staticità dell’Ospedale: bene, questa commissione esterna, pagata 30000 euro, evidenziava problematiche nella struttura per quanto riguarda la composizione del calcestruzzo usato. Visto che c’era questo allarme circa la sicurezza strutturale, perché è stato effettuata la ristrutturazione con soldi pubblici? In questo modo è stato messa in pericolo l’incolumità di dottori, pazienti e civili. Ma poi sono stati addirittura inseriti nuovi macchinari, nuovi impianti, nuove strutture in quel terzo piano che ora è stato dichiarato inagibile e da abbattere”.

Il Comitato si scaglia anche conto il Sindaco di Pisticci Vito Di Trani: “Il Sindaco ci ha detto: il piede diabetico lo possiamo trattare anche nel mio studio. Una vergogna la posizione del primo cittadino pisticcese che ha firmato la delibera di chiusura del nostro ospedale. Il Sindaco è complice: non è neanche venuto a spiegare le sue scelte assolutamente autoritarie in questa assemblea”. Ma le denunce del Comitato non si fermano certo qui: “Entro Il 15 luglio hanno intenzione di chiudere il laboratorio analisi, ma venerdì arriva un nuovo macchinario pagato migliaia di euro, con due tecnici da Torino pronti ad istallarlo, ma naturalmente verrà usata nemmeno per un mese”.
Il professor Piero Tamburrano, altro grande storico difensore dell’Ospedale, scaglia la sua invettiva contro i politici: “ I nostri governanti sono il fecciume della nostra società, gente indegna che ha tradito un intero popolo come quello metapontino. Io non permetterò che il nostro Ospedale venga toccato: nemmeno un mattone verrà tolto prima che non ci venga data la sicurezza della ricostruzione. Vogliono spogliare il metapontino, ma Marconia, Pisticci, Bernalda non si faranno cogliere impreparati: per questo è necessaria la nostra forte protesta e invito tutti i paesi del metapontino ad unirsi per combattere insieme”. E lancia una provocazione molto forte: “Se questo bellissimo ospedale ha deficit strutturali, allora tutti gli altri palazzi pubblici sono pericolanti e pericolosi per chi ci lavora, persino il Palazzo della Regione”.

Anche il segretario comunale del Pd Rocco Negro si schiera al fianco del Comitato: “Noi come Pd locale siamo al fianco di tutti i cittadini che intendono difendere il nostro Ospedale perché qualsiasi spostamento esporrebbe il presidio a rischio chiusura. Noi non crediamo agli accordi presi con l’ASM poiché nulla è stato fatto per realizzarli. Ci siamo accontentati di pochissimi servizi, del minimo consentito al di sotto del quale è impossibile andare. Noi proponiamo la contestualità: se si fanno le opere di messa in sicurezza dell’edificio, contestualmente le altre attività devono essere spostate, ma sempre all’interno dell’edificio stesso. Se vi sono impedimenti, devono venire a dirlo perché qui non vi sono rischi di crollo imminenti e la contestualità si suppone possibile”.
E’ intervenuto anche l’Assessore del Comune di Pisticci Sassone che ha pubblicamente ringraziato il Comitato per l’impegno profuso a difesa dell’Ospedale: “Io personalmente non credevo molto alla vostra battaglia, ma oggi vi ringrazio perché avete tenuto viva la protesta e avete raggiunto ottimi risultati. La struttura non può essere smantellata perché la nostra popolazione ha bisogno di un nosocomio e i funzionari dell’Ospedale si sono rivelati sempre molto efficienti. Inoltre la struttura di Policoro non può sobbarcarsi l’utenza di Tinchi, visti i numerosi limiti strutturali. In quest’ospedale sono stati spesi tantissimi soldi pubblici e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.

Il consigliere comunale di opposizione Andrea Badursi si scaglia contro il Sindaco, reo di aver concluso accordi con la Regione senza confrontarsi con il Comitato e con i cittadini, e contro Pittella, ritenuto inaffidabile viste le troppe promesse e i pochi fatti: “ Se qualcuno ha sprecato i nostri soldi pubblici, è ora che la Magistratura inizi le sue indagini per punire questi amministratori colpevoli e incapaci”. Il consigliere di Marconia sottolinea anche la responsabilità del primo cittadino: “Ha firmato un verbale improponibile che mette a rischio la continuazione delle attività qui a Tinchi ed il suo comportamento è davvero vergognoso, visto che non si è presentato nemmeno in questa assemblea per spiegare le sue scelte. E non ci fidiamo neanche di Pittella che ha disatteso ogni promessa e non ha portato nessun miglioramento nei servizi del nostro Ospedale”. Badursi ha invitato il Sindaco e l’Amministrazione Comunale ad annullare gli accordi presi con ASM e Presidente della Regione.
Il tempo delle parole si è concluso: domenica si testerà la maturità dei cittadini metapontini e la loro voglia di difendere a tutti i costi un bene come quello dell’Ospedale di Tinchi che tutela il diritto alla salute di migliaia di cittadini. Per difendere il nosocomio occorrono determinazione e compattezza che certo non mancano ai metapontini: solo così sarà possibile combattere i poteri forti e regalare un futuro più sereno al presidio ospedaliero dedicato ad Angelina Lodico.

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