Ci sono luoghi che si lasciano scoprire passo dopo passo, attraverso i paesaggi, le storie e gli incontri che li rendono unici. È quanto hanno vissuto gli “Amici degli Argonauti” sabato 24 e domenica 25 ottobre, protagonisti di un fine settimana nel cuore del Pollino che ha intrecciato cultura, tradizioni popolari, gastronomia e trekking. Un viaggio lento, fatto di curiosità e condivisione, alla scoperta di una Basilicata in cui la bellezza della natura si fonde con la memoria delle comunità e con le tradizioni custodite nel tempo.
La prima tappa, sabato 24 ottobre, è stata a San Paolo Albanese, piccolo centro lucano custode della cultura arbëreshe. La visita al museo dedicato a questa comunità ha permesso al gruppo di approfondire origini, tradizioni e testimonianze di una storia che continua a vivere attraverso la lingua, gli usi e il patrimonio culturale tramandato di generazione in generazione. Un incontro con le radici di un territorio che conserva, nella propria identità, il valore prezioso della memoria.
La giornata è proseguita a Terranova del Pollino, con la visita al Museo diffuso della Zampogna, dove Giovanni Riccardi ha illustrato la storia e la tradizione di uno degli strumenti più rappresentativi della musica popolare locale. Il suono della zampogna richiama antiche atmosfere pastorali, feste di paese e momenti di vita collettiva: una voce antica che continua a raccontare il legame profondo tra le persone e la propria terra.
Domenica 25 ottobre è stata la montagna a diventare protagonista, con la sessione di Trekking Pollino guidata dall’istruttore Vincenzo Basile. Il gruppo ha raggiunto quota 1.650 metri, attraversando paesaggi capaci di regalare scorci suggestivi e nuove prospettive sul massiccio. Vincenzo Basile, insieme alla moglie Rosa e al piccolo Giovanni, ha accompagnato gli escursionisti con competenza e passione, illustrando lungo il percorso i segreti della montagna, le difficoltà dell’escursione e le peculiarità naturalistiche del Parco. Camminare, in questo scenario, ha significato non soltanto raggiungere una meta, ma imparare ad ascoltare il silenzio dei boschi, respirare il ritmo della natura e riscoprire il piacere di procedere insieme.
A completare l’esperienza sono stati i sapori della cucina locale e l’ospitalità dell’Agriturismo Cantore, scelto per il pernottamento e punto di riferimento del soggiorno. Anche la tavola si è trasformata così in un’occasione per conoscere il territorio, attraverso piatti e sapori che raccontano la cultura contadina e la generosità della tradizione lucana.
Un fine settimana organizzato con cura e attenzione da Michele De Francesco, che ha saputo mettere insieme luoghi, esperienze e incontri in un itinerario ricco di significato. Per gli “Amici degli Argonauti” resta il ricordo di una montagna vissuta con passo lento, di storie ascoltate e tradizioni ritrovate, di sapori condivisi e panorami mozzafiato. Perché viaggiare, in fondo, significa anche questo: portare a casa qualcosa di più di una fotografia, lasciando che un luogo entri nei propri ricordi e diventi parte del cammino.






