Le mille “trappole” per motociclisti disseminate sulle strade di Matera

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Uno dei tanti tombini scoperti. Questo si trova al rione Agna.

Sono tantissime le “trappole” stradali che mettono a rischio la sicurezza dei motociclisti nella città di Matera. Elencarle tutte tra buche, tombini scoperti, avvallamenti, cordoli fuori posto e sconnessioni sarebbe impossibile perché sono disseminate in ogni strada della città Capitale Europea della Cultura 2019. Capitale si, ma non per quel che concerne la sicurezza stradale, sopratutto per chi va su due ruote. Appena qualche settimana fa si è verificata una caduta in moto per colpa delle buche a Matera. Dopo la tragica morte del giovane Emanuele Pellegrino deceduto a soli 19 anni a causa del manto stradale irregolare (e privo di manutenzione) in via Cererie, un altro motociclista è rimasto vittima di un incidente in via Aldo Moro. Il giovane era a bordo del suo scooter quando nell’attraversale il parcheggio di piazza della Visitazione è caduto su una serie di buche in successione finendo in ospedale. Per fortuna il ragazzo non è in pericolo di vita ma è rimasto ferito seriamente a seguito della caduta. Questo ennesimo episodio ripropone il tema della sicurezza stradale nella città dei Sassi con strade colabrodo sulle quali non viene effettuata manutenzione da troppi anni. Certo di recente qualche strada centrale è stata asfaltata ma la “costellazione” di buche e avvallamenti in città è ancora molto vasta. Le buche non vengono tappate anzi se ne sono formate di nuove dopo le piogge torrenziali di questa estate un po anomala. Purtroppo, nonostante gli 84 indagati dalla Procura di Matera per fare chiarezza sulla morte di Emanuele Pellegrino, si continua a trascurare la più elementare manutenzione delle strade. Così finire in una buca e perdere il controllo della moto è uno dei rischi più alti per chi usa le due ruote. Intanto riecheggiano ancora le parole scritte sugli stiscioni in onore di Emanuele Pellegrino durante la fiaccolata dello scorso 16 marzo. “Si può morire a 19 anni a causa una buca”. Il giovane materano era deceduto sabato 16 febbraio 2019 dopo un’agonia di quasi tre mesi nell’ospedale di Matera a seguito dell’incidente stradale in cui era stato coinvolto a bordo del suo scooter il 24 novembre scorso. “Non chiedo giustizia – ha ribadito la mamma di Emanuele – ma mi appello alla coscienza di chi dovrebbe garantire la sicurezza delle nostre strade”. La tragedia di Emanuele Pellegrino ha colpito profondamente la comunità materana tanto che la famiglia e gli amici avevano organizzato anche una raccolta firme al fine di intitolare una strada ad Emanuele Pellegrino per ricordare il suo sacrificio, affinchè queste morti assurde non accadano più.

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