Unione Europea sugli imballaggi: la normativa

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L’Italia è stata al centro di grandi polemiche e incomprensioni con l’Unione Europea: colpa, come al solito, delle differenze fra le due legislazioni e della lentezza con cui l’Italia procede all’adeguamento con le leggi promosse dall’UE. Questa volta, ad animare la contesa, sono state le normative sugli imballaggi: l’Italia è stata accusata di non volersi adeguare alle nuove normative europee, e di voler ostacolare la regolamentazione di un settore che, purtroppo, vede situazioni e leggi molto diverse di paese in paese. Alla fine pare che si sia trattato di una semplice incomprensione, ma ciò con toglie che tutti i produttori e gli esercenti dovranno, volenti o nolenti, adeguarsi ad una legge che non permetterà più indecisioni, errori ed ‘incomprensioni’ di qualsiasi natura.

L’obiettivo dell’Unione Europea non è semplicemente quello di far valere il suo potere decisionale ad ogni costo. Alla base di queste nuove normative, non solo nell’ambito degli imballaggi, c’è soprattutto la necessità di svolgere questa attività nel rispetto della tutela ambientale: molti degli imballaggi che vengono usati, infatti, non sono riciclabili e risultano nocivi per la salute ed il benessere del nostro pianeta. Lo scopo è dunque sensibilizzare i produttori e gli esercenti, sviluppando un sistema d’imballaggio che sia sicuro per il mantenimento delle merci durante il trasporto, e per l’impatto ambientale. Le scatole per imballaggio dovranno essere acquistate presso aziende specializzate come questa, in grado di rispondere al richiamo dell’Unione Europea.

Ma andiamo ad approfondire le normative europee promosse in materia di imballaggi. Innanzitutto occorre fare chiarezza su cosa si intenda per ‘imballaggio’: mancando una definizione univoca, ci ha pensato l’UE a fornirne una. Nello specifico, per imballaggio s’intende qualsiasi prodotto o contenitore avente lo scopo di proteggere o contenere prodotti di qualsiasi tipo, come ad esempio le merci alimentari, e nel rispetto delle normative sulla salvaguardia dell’ambiente. Esistono 3 tipi di imballaggi:

1. Imballaggio primario. Si tratta delle confezioni utilizzate per contenere e pubblicizzare i prodotti in vendita: dai giocattoli alle scatole di merendine, passando per le buste degli snack, tali confezioni dovranno necessariamente essere realizzate seguendo le specifiche della normativa europea. Ad occuparsene, dovranno essere i produttori.

2. Imballaggio secondario. La seconda tipologia di imballaggio riguarda questa volta il punto vendita, come ad esempio i supermercati: nello specifico, l’imballaggio secondario è quella confezione che viene utilizzata per conservare e raggruppare più scatole di una stessa tipologia di merce. In altre parole, sono quegli imballaggi (come ad esempio il cellophane) che vengono utilizzati nei magazzini e negli iper-mercati.

3. Imballaggio terziario. Probabilmente il più importante di tutti, in quanto si tratta dell’imballaggio adibito alla conservazione e alla protezione delle merci durante il trasporto. Esso dovrà essere in grado di mantenere inalterato il prodotto, e di impedirne il danneggiamento in caso di urti.

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