Di Trani chiama a raccolta la cittadinanza “Dobbiamo fare una guerra per sconfiggere i poteri forti”

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Discussioni e toni accesi nel dibattito organizzato dal Presidio Permanente di Pisticci nel quinto giorno di lotta cittadina: presso la Sala Consiliare di Piazza Umberto I, infatti, oltre al reporter Andrea Spartaco, ospite dell’incontro fortemente voluto dalle associazioni, è intervenuto anche il primo cittadino Vito Di Trani che ha risposto alle domande dei cittadini e ha lanciato un appello all’unione di intenti tra Amministrazione e pisticcesi, vista la drammatica situazione ambientale del Comune jonico. Ma andiamo con ordine: il primo a prendere la parola è stato il reporter ferrandinese Andrea Spartaco, conosciuto in tutta la Regione per le sue inchieste sull’ambiente e inquinamento in Val d’Agri e Valbasento. Il giornalista ha raccontato la sua esperienza in questi anni e le sue indagini sulle principali società petrolifere che agiscono sul territorio regionale, sollevando numerosissime incongruenze e illiceità nel corso del suo discorso: “E’ senz’altro un momento molto delicato quello che stiamo vivendo- afferma Spartaco- forse siamo in ritardo e non lo dico per creare allarmismi, ma perché è lo stato delle cose. Da anni vengono portati avanti studi e ricerche, ma di fatto non cambia assolutamente niente”. Andrea Spartaco da anni denuncia il disastrato stato ambientale della Regione e della Valbasento, ma la sua voce è restata inascoltata e la situazione è quasi uguale a quella delle prime denunce, avvenute nel 1986. Il giornalista, oltre a passare in rassegna le sue numerosissime inchieste, racconta anche delle minacce intimidatorie ricevute nel corso delle sue indagini e dei suoi lavori e di quanto sia difficile il lavoro di un reporter. All’incontro informale è poi intervenuto il primo cittadino della comunità pisticcese: “Stiamo naturalmente parlando di problematiche legate al passato che la nostra Amministrazione non solo ha avuto il coraggio di denunciare, ma sta tentando di risolvere- esordisce Di Trani che si riconnette anche al discorso del precedente relatore- Non mi sento minacciato da nessuno e porto avanti le battaglie per il mio territorio, ma ci tengo a sottolineare che sia sotto la mia abitazione che davanti il mio studio stazionano i Carabinieri, segnale tangibile dei numerosi ostacoli che devono essere affrontati per risolvere la problematica in questione”. Il sindaco ne ha per tutti: “Al tavolo a cui ho partecipato qualche giorno fa con l’Assessore Grieco e il dirigente dell’ufficio legale del Comune Anio D’Angella, ho avuto conferma del fatto che Eni sapeva addirittura dal 2000 che l’acqua che giunge in Valbasento fosse radioattiva. Ma a che gioco stiamo giocando? – afferma stizzito Di Trani- E’ semplicemente vergognoso che si sappia una cosa del genere e non si faccia nulla: Tecnoparco non ha le strutture per smaltire questi reflui radioattivi, eppure continua a farlo. La radioattività non viene depurata e viene riversata all’interno del fiume, con conseguenze catastrofiche per l’ambiente e, di conseguenza, per la catena alimentare che comporta malattie e cancro per la gente”. Spartaco interviene con una domanda che lascia molta amarezza nei presenti: “Uno studio del 2003 del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) aveva già in quegli anni verificato la presenza di arsenico e sostanze inquinanti alla foce del Basento: ebbene, siamo nel 2014 e nulla è stato fatto. Come è possibile una cosa del genere? Perché le istituzioni non fermano questi scempi?”. Il Sindaco espone la questione in termini chiarissimi: “Qui ci sono persone che cambiano continuamente le carte in tavola; prima ci hanno allertato per la presenza di radioattività, poi, con un successivo atto, hanno chiarito che non ci sono pericoli per la cittadinanza. Io ho immediatamente contattato la Prefettura, istituzione deputata ad affrontare materie che riguardano la radioattività, la quale si è immediatamente mossa chiedendo chiarimenti alla Regione Basilicata. Come è possibile che questi reflui radioattivi giungano a Tecnoparco, società che non ha alcuna autorizzazione a smaltire acque radioattive?”. Il Sindaco lancia un appello alla cittadinanza: “Dobbiamo essere uniti, la gente deve essere al mio fianco, deve comprendere la gravissima situazione e solo muovendoci all’unisono finalmente potremmo raggiungere i risultati sperati. Dobbiamo fare una vera e propria guerra- sancisce Di Trani che racconta un episodio avvenuto qualche giorno prima- Proprio l’altro giorno, nel corso di un intervista, ho ricevuto una domanda: Visto che ormai il decreto Sblocca Italia è legge e aumenteranno le estrazioni petrolifere, dove metterete gli altri reflui che giungeranno dalla Val d’Agri? Certamente li porteremo a Firenze, li metteremo nell’Arno e li regaleremo a Matteo Renzi” conclude Di Trani stizzito dalla situazione e dalle continue prese in giro che la sua comunità ha dovuto subire nel corso degli anni. Nel corso dell’assemblea, il medico di Pisticci ha denunciato anche la totale passività dei sindacati che non si schierano al suo fianco nella lotta alla salute. L’ordinanza per la chiusura di Tecnoparco è pronta: “Qualora dal tavolo in Regione non dovessero venire risposte certe riguardo la salute dei cittadini e soluzioni contro la radioattività, provvederemo immediatamente ad emettere ordinanza di chiusura per fermare i reflui e per salvaguardare la vita della nostra comunità avvalendoci del principio di precauzione”. Siamo ad una svolta: Pisticci torna a sperare in un futuro senza inquinamento e miasmi.

Foto: Legambiente Pisticci

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