Angelina Mango in concerto a Matera: chiude il tour in Basilicata. Tornare a cantare in Basilicata, per Angelina Mango, non è mai stata una tappa come le altre. E chiudere proprio a Matera il tour Nina Canta nei Teatri d’Estate ha reso la serata dell’8 agosto un evento speciale per il pubblico lucano, arrivato in massa alla Cava del Sole. «È stata una festa, ma anche un urlo di dolore»: sono le parole scelte dalla cantautrice 25enne per raccontare lo spirito del concerto.
Lo show si è aperto con l’ingresso di Angelina Mango direttamente tra il pubblico durante l’Intro e Nina Canta, brano che dà il titolo al tour e apre l’album Caramè. Sono seguite Che t’o dico a fa, inno alla libertà e alla vita senza rimpianti, e La vita va presa a morsi, brano nato dall’incontro artistico e umano con il fratello Filippo, presenza costante, sul palco e nella vita, di questa serata materana.
“Paura di che?”: il momento più emozionante del concerto di Matera
A metà concerto il racconto si è fatto più intimo. Angelina Mango ha confessato al pubblico di aver provato paura prima di salire sul palco a Matera. Una confessione che ha fermato per un istante la Cava del Sole, prima che la cantante si rilanciasse da sola, quasi sfidando se stessa: «Paura di che?». Da quel momento il concerto è ripartito con ancora più energia, come se quella pausa emotiva fosse servita a liberare il resto della serata. Non sono mancate le parole di gratitudine verso chi, sotto il palco, ha risposto con lo stesso calore: «I sorrisi sono delle ricariche per me», ha detto Angelina, aggiungendo di essere «molto felice di chiudere il tour in Basilicata».
La famiglia di Angelina Mango a Matera: la madre Laura Valente e il ricordo di Pino Mango
Tra il pubblico, a guardarla, c’era anche la madre Laura Valente, ex voce dei Matia Bazar. Il giorno dopo lo show, sui social, Angelina Mango ha affidato alle immagini il racconto di quel finale: l’abbraccio con la madre e con il fratello Filippo, gli occhi lucidi, i sorrisi di una serata carica di significato. Se la festa è stata reale, altrettanto reale è stato il pensiero rivolto al padre, Pino Mango, cantautore scomparso nel dicembre 2014: un filo che a Matera, davanti al pubblico lucano, si è sentito ancora più stretto. Non è un caso che proprio Come un bambino, dedica d’amore ai genitori, abbia acceso una delle fasi più intense della scaletta, insieme a Igloo, brano in cui le parole viaggiano a distanza tra fratello e sorella, per poi tornare all’unione con le persone del cuore.
Il concerto ha attraversato tutto il percorso artistico di Angelina Mango, alternando i brani di Poké Melodrama a quelli di Caramè. Io e io ha portato sul palco la voce di Madame, in un dialogo che è quasi un monologo condiviso, il confronto con un demone interiore. Ci siamo persi la fine ha regalato al pubblico il saluto a un amore ormai concluso, mentre Gioielli di famiglia ha aggiunto ulteriore commozione alla serata.
Con 7up è arrivata la rivendicazione del diritto all’autenticità, in una società che pretende sempre performance e perfezione; con Pacco Fragile, il desiderio dichiarato di sentirsi semplicemente umana. L’esuberanza di Melodrama ha acceso l’atmosfera, prima di un altro momento cardine della serata: Aiaiai, frutto dell’incontro con Calcutta sotto la produzione di Dardust, e poi La noia, il brano con cui Angelina ha vinto il 74° Festival di Sanremo, eseguito senza filtri, «priva di qualunque impalcatura».
Non sono mancate le sorprese: Fuori dall’area fumatori, brano inedito, ha debuttato proprio a Matera. È seguito Tutto all’aria, ancora una volta scritto a quattro mani con Filippo, sulla difficoltà del passaggio verso la vita adulta. La scaletta ha poi virato verso l’introspezione con Mani vuote, per poi risollevarsi con Smile, inno alla resilienza, e con Le scarpe slacciate, dove la malinconia di una storia finita si è sciolta in un uptempo quasi country, con i cori del fratello Filippo e degli amici più cari a circondare Angelina sul palco proprio come accade nella vita.
Il capitolo delle amicizie e delle collaborazioni si è arricchito con l’arrivo sul palco della migliore amica, la cantautrice Henna, per Cosìcosìcosìcosì, e con Canto d’Amore, il singolo pubblicato di recente insieme a Marco Mengoni: un brano che parla di contrasti, della capacità, tutta umana, di essere insieme perfetti e imperfetti, sicuri e insicuri, e della necessità di accettare la propria autenticità senza colpevolizzarsi per gli errori.
Il cerchio che si chiude
Verso il finale, Bomba a mano ha portato in scena la fragilità di chi vede crollare le proprie aspettative, scontrandosi con chi non ha il coraggio di comprenderla. Fila indiana ha raccontato il superamento dei fantasmi del passato, mentre Velo sugli occhi, il manifesto dell’album, ha riportato tutti a quello sguardo puro dell’infanzia, a quando la vita era ancora tutta da amare.
Dopo Ci pensiamo domani, il concerto si è chiuso con Caramè: le prime parole del disco, pronunciate come ultimo gesto della serata, l’incipit di una lettera intima che diventa presentazione e che chiude, simbolicamente, il cerchio di un viaggio fatto di sincerità e costruzione.
A Matera, tra le pietre della Cava del Sole, Angelina Mango non ha semplicemente concluso un tour: ha riportato a casa, davanti alla sua gente e alla sua famiglia, un racconto fatto di paura superata, di gratitudine e di un legame con la sua terra, e con chi non c’è più, che resta, evidentemente, indissolubile.









