BIDONI DELLA SPAZZATURA COME BARRIERE ARCHITETTONICHE

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Bidoni della spazzatura come barriere architettoniche. E’ il malcostume vigente nella città di Matera, quasi in ogni isola ecologica. In diverse strade, i contenitori per l’immondizia sono posizionati sui marciapiedi, tanto da costituire ostacolo per i pedoni o per chi procede in carrozzella; ciò costringe i cittadini a scendere in strada per proseguire il cammino. Questa irrazionale e sciagurata abitudine di posizionare i bidoni sul marciapiede occupandone la parte destinata ai pedoni è una responsabilità di chi organizza e gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti in città. Peraltro, occupare i marciapiedi permanentemente con i contenitori della spazzatura oltre ad essere vietato dalla legge è indice di scarsa sensibilità verso i cittadini, oltre che essere sinonimo di poco rispetto per le categorie svantaggiate come disabili ed anziani costretti ad invadere la strada per evitare i bidoni. In molti casi scendere dal marciapiede significa esporsi al rischio di essere investiti, sopratutto in alcune strade molto trafficate. Gli esempi di isole ecologiche organizzate “con i piedi” sono tanti, dal centro alla periferia. In una città capitale della cultura che dovrebbe essere accessibile per tutti, paradossalmente è proprio il Comune di Matera a creare le barriere architettoniche anziché eliminarle. Occorre una riorganizzazione ed un ripensamento generale delle isole ecologiche ispirandosi a criteri di razionalità che l’assessore al ramo, Enzo Acito, sicuramente sposerà vista la sua formazione di ingegnere.
Giovanni Martemucci

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