È stata una serata all’insegna della cultura e del teatro quella vissuta ieri sera, venerdì 7 agosto, nel Parco Archeologico di Herakleia a Policoro, dove è andato in scena “Medea” di Euripide, inserito nella rassegna teatrale “In-Cedere, Il fluire del tempo in Lucania 2026 – Theatrum theatron”, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata e dal Ministero della Cultura.
Una splendida location, immersa nella storia e nella suggestione dell’antica Herakleia, ha fatto da cornice alla rappresentazione, creando un connubio particolarmente suggestivo tra il patrimonio archeologico della Magna Grecia e la forza del teatro classico.
Lo spettacolo, nella traduzione di Filippo Amoroso, con l’adattamento e la regia di Carlo Emilio Lerici, ha visto protagonisti Edoardo Siravo, nel ruolo di Giasone, e Francesca Bianco, interprete di Medea, affiancati da Gabriella Casali per il coro e Valeria Busdraghi per la danza.
La tragedia di Euripide ha accompagnato il pubblico in un viaggio intenso e profondo nel mito classico, riproponendo la forza e l’attualità di una delle grandi opere della tradizione teatrale occidentale.
Particolarmente apprezzata dal pubblico la scelta di portare la rappresentazione all’interno del Parco Archeologico. La presenza degli spettatori e l’attenzione con cui è stata seguita la rappresentazione hanno confermato il valore di iniziative capaci di unire cultura, spettacolo e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico.
L’evento ha rappresentato anche un’importante occasione per promuovere una fruizione più ampia e consapevole del Parco di Herakleia, trasformandolo per una sera in un luogo vivo di cultura e partecipazione.
Il teatro è così tornato simbolicamente nei luoghi della propria origine, creando un ponte tra passato e presente e offrendo a cittadini e visitatori un’esperienza culturale di particolare suggestione. Un modo concreto per valorizzare l’identità del territorio e promuovere un’idea di turismo legata non soltanto alla bellezza dei luoghi, ma anche alla loro storia e alla capacità di raccontarsi attraverso l’arte.






