Quale futuro per il Castello di Bernalda?

0
764

Il maestoso castello di Bernalda, situato nella parte antica della cittadina jonica, è da troppo tempo chiuso al pubblico. Di solito, ogni città che può permettersi di aprire un castello punta forte sull’attrattiva che questi ha verso i turisti che puntualmente affollano le stanze che un tempo ospitavano cavalieri e dame di corte. Ma a Bernalda la situazione è ben diversa: nonostante i restauri esterni lo abbiano riqualificato, ora il maniero che un tempo apparteneva a Bernardino de Bernaudo è chiuso da molti anni ed è impossibile per i numerosissimi turisti e per gli stessi cittadini accedervi. Il Castello rappresenta senz’altro una calamita per il turismo, per l’arte e la cultura che possono trovare sviluppo al suo interno con mostre e spettacoli che ridarebbero vita alla fortezza medievale. Ma la chiusura del castello non è frutto della negligenza del Comune: l’ Ufficio Tecnico, infatti, precisa la situazione: “L’impresa alla quale erano stati affidati i lavori ha effettuato alcune inadempienze e irregolarità che hanno indotto il Comune a rescindere il contratto. Ora che finalmente è stato eletto un nuovo consiglio comunale e sono state risolte le questioni giuridiche, sarà possibile riprendere e terminare i lavori, al fine di rendere usufruibile ai turisti e ai cittadini la struttura”. Il castello ha una storia millenaria: infatti, esso dovrebbe avere un’origine longobarda anche se le modifiche e i continui restauri della struttura le danno un’apparenza meno longeva. All’interno presenti numerosi esempi di arte pre-aragonese, anche se numerosi storici e studiosi hanno sminuito la storia della vecchia Camarda, facendola risalire solo alla fine del Quattrocento. Della struttura originaria probabilmente permane solo la torre orientata a Sud, mentre gli altri torrioni sono il frutto di rafforzamenti e miglioramenti per renderla più sicura. La quarta torre è stata abbattuta per permettere un ingrandimento della struttura verso il piazzale e il giardino.
Legata alla vita del maniero è la figura di Bernardino De Bernaudo, feudatario di Camarda che le modificò il nome in Bernauda proprio in suo onore: durante il periodo aragonese, il nobile ottenne il castello e fece una serie di miglioramenti alla chiesa di San Donato, in seguito dedicata a San Bernardino. Il Castello è stato il punto nevralgico delle principali vie di comunicazione sia con la Terra di Bari che con la via Appia: proprio per questa sua posizione strategica, la fortezza è stata un baluardo della difesa delle terre joniche e lo dimostrano sia i fori nelle torri che ospitavano i cannoni, sia i numerosi colpi che le mura del Castello hanno subito nei vari attacchi. Importantissime innovazioni apportò ancora prima di Bernardino de Bernaudo il signore di Pisticci Giovanni di Montfort, il quale creò le mura a scarpa per rendere il castello più temibile e per rafforzarne il potenziale difensivo. Nella sua storia, la fortezza bernaldese ha ospitato anche il cardinale Ruffo, politico filoborbonico che contribuì con il suo esercito alla caduta della Repubblica Partenopea. Negli anni che hanno preceduto l’inizio dei lavori di restauro del Castello, esso, al pian terreno, è stato abitato da numerose famiglie della ridente cittadina lucana. Su questo punto i funzionari dell’Ufficio Tecnico sono molto chiari: “Non vi sarà più possibilità di abitarvi in quanto sarà adibito a luogo turistico e attorno ad esso si punterà ad una riqualificazione del nostro splendido centro storico, anche attraverso manifestazioni che facciano tornare a respirare la vita medievale alla vecchia Camarda”. La rivalutazione del maniero bernaldese potrebbe passare anche dagli studi dell’archeologo di fama internazionale Carter, recentemente insignito della cittadinanza onoraria di Bernalda, il quale potrebbe iniziare delle ricerche proprio per risolvere i misteri che permangono sul castello e sulla storia della stessa Camarda.
Qualcosa sembra muoversi e le premesse per restituire il castello ai bernaldesi sembrano positive: nei prossimi mesi dovrebbero ripartire i lavori e presto potrà essere riconsegnato ai cittadini un maniero rimesso a nuovo e non abbandonato a se stesso, come sta accadendo in questi ultimi anni.

Si ringrazia per la collaborazione il signor Vittorio Roselli.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here