Home Eventi e Spettacoli AI Week 2026 a Milano, la sveglia per il Sud: intervista esclusiva...

AI Week 2026 a Milano, la sveglia per il Sud: intervista esclusiva a Pasquale Viscanti

0
2917

A poche settimane dall’apertura dei cancelli di AI WEEK 2026, in programma il 19 e 20 maggio presso Fiera Milano Rho, Milano si prepara a diventare ancora una volta il baricentro europeo del dibattito sull’intelligenza artificiale. Con oltre 25.000 partecipanti attesi, più di 700 relatori e 250 aziende espositrici, l’evento si consolida come una piattaforma di riferimento per comprendere come l’AI stia ridefinendo economia, industria, informazione e società.  Abbiamo intervistato Pasquale Viscanti, ideatore e organizzatore della manifestazione assieme a Giacinto Fiore per capire come le aziende, gli enti, gli imprenditori e i professionisti del Sud ed in particolare di Puglia e Basilicata possono beneficiare dalla partecipazione a questo evento che negli anni ha contribuito a trasformare l’evento in un osservatorio privilegiato sulle dinamiche globali dell’intelligenza artificiale.

AI Week 2026 a Milano non una semplice fiera

Infatti l’AI WEEK 2026 non è una semplice fiera tecnologica, ma un vero e proprio ecosistema in cui si incontrano decisori, imprenditori, ricercatori, media e istituzioni provenienti anche dalla Basilicata. Dai temi della regolazione europea agli scenari geopolitici, passando per l’adozione concreta dell’AI nei modelli di business fino al suo impatto culturale e sociale, AI WEEK fotografa in tempo reale le trasformazioni in atto. L’edizione 2026, arricchita da cinque summit verticali – dal marketing alla cybersecurity, dalla sanità allo sport – e dalla presenza di protagonisti internazionali come Karen Hao e Llion Jones, promette di segnare un ulteriore salto di qualità.

L’intervista esclusiva a Pasquale Viscanti

  1. Quali vantaggi reali offre alle imprese partecipare all’AI Week, soprattutto alle PMI lucane e pugliesi che spesso sono in ritardo sull’adozione dell’AI? Tra demo live, formazione pratica e case study, quanto è rapido il passaggio da teoria ad applicazione concreta nel business quotidiano? R. Siamo già al nodo del problema. L’AI ha fatto irruzione in modo prepotente e capillare in questi anni. Tutti abbiamo la percezione di qualcosa che cambia a velocità impressionante. Questo genera incertezza e bisogno di orientamento. L’aggiornamento è importante, ma l’attesa di sempre qualcosa di nuovo non è una strategia. Ecco noi all’AI WEEK offriamo un bouquet di iniziative per informarsi, formarsi e capire in modo pratico cosa ci serve qui e ora per allineare l’azienda al mercato e farla crescere.
  2. Nel Sud Italia si parla spesso di ritardo digitale: l’intelligenza artificiale può diventare un acceleratore reale o rischia di ampliare ancora di più il divario con il Nord? Quali condizioni servono perché diventi davvero un’opportunità? R. Il divario sul piano dell’infrastruttura è innegabile. Tuttavia, la tecnologia quando è adottata con consapevolezza è in grado di assottigliare e annullare le differenze. Il rischio che paventi è reale, ma solo se l’imprenditoria meridionale resterà a guardare l’AI invece di portarla in casa. E torniamo al nodo centrale: informazione, formazione e quel pizzico di spirito di impresa che rappresenta il valore aggiunto per chi non vuole restare ai margini.
  3. Per una PMI del Sud, investire oggi in AI è una scelta strategica o un rischio? Qual è il primo passo concreto che un imprenditore dovrebbe fare senza avere grandi budget o competenze interne? R. È fuor di discussione che si tratti di una scelta strategica. Diventa un rischio la mancata adozione. Ma qui bisogna aggiungere qualche parola di chiarezza: non si tratta di fare un video o un testo in modo rapido e stupefacente per chi non ha dimestichezza con gli strumenti. La strategia comporta un’analisi ampia e profonda all’interno dell’azienda con un occhio alla concorrenza e l’altro allo sviluppo tecnologico. Si sa che anche con budget modesti si possono fare grandi passi in avanti. Le competenze interne sono un elemento indispensabile: l’introduzione dell’AI richiede comprensione degli strumenti e consapevolezza dell’adozione.
  4. Molte aziende del territorio faticano ad attrarre talenti: l’AI può aiutare a trattenere competenze o rischia di spingerle ancora di più verso i grandi hub? R. Il rapporto tra intelligenza artificiale e recruiting è già strutturale da tempo. L’AI ha ridefinito il ciclo di selezione: dalla ricerca dei candidati fino alla decisione finale, con implicazioni operative, etiche e strategiche. Gli algoritmi aiutano nel trovare candidati coerenti con il job profile, sono capaci di leggere e classificare migliaia di curricula in pochi secondi e possono stimare performance e retention.
  5. Eventi come AI Week possono davvero fare la differenza per chi parte dal Sud? Che tipo di ritorno può aspettarsi un’azienda in termini di contatti, clienti o innovazione concreta? R. Siamo alla settima edizione e i numeri sono sempre in crescita. In 40 mila metri quadrati più di 20 mila persone, aree tematiche e relazioni con speaker al massimo livello mondiale. Noi siamo partiti dal Sud e ora siamo qui immersi in una frenetica dimensione organizzativa. Chi parte dal Sud deve venire a scoprire l’AI e ampliare il proprio sistema di relazioni. Contatti e innovazioni sono nella grande agorà AI WEEK, nel quartiere fieristico.
  6. Il tessuto imprenditoriale del Sud è fatto soprattutto di PMI tradizionali: come si integra l’AI in settori meno digitalizzati senza stravolgere il modello di business? Ci sono casi pratici replicabili? R. Intanto si può iniziare dalla cosiddetta AI leggera e incrementale che consente di fare ricorso a strumenti già in uso, non richiede infrastrutture impegnative e genera immediati risparmi di tempo. L’AI è molto avanti nella relazione con il cliente e con le vendite (offerte e analisi delle richieste), nella produzione e nella logistica (previsione della domanda, ottimizzazione delle scorte, manutenzione predittiva), nel marketing e nella comunicazione (generazione di contenuti in più lingue, analisi delle campagne, profilazione dei clienti). Considerare l’AI un semplice tool è un errore. Questa tecnologia diventa strategica se sostiene le decisioni quotidiane.
  7. Accesso ai fondi, formazione, infrastrutture: qual è oggi il vero ostacolo principale per l’adozione dell’AI nel Sud Italia? E cosa dovrebbe cambiare subito? R. Dobbiamo essere onesti. Molti imprenditori partono da un pregiudizio: l’AI costa ed è “roba” per grandi aziende. Quindi non si cercano i fondi (che ci sono), non si investe in formazione (che è indispensabile), non si fa pressione per dotare il territorio di infrastrutture. Il tema quindi è culturale, anzi per restare in ambito manageriale è un tema di visione. In questo senso l’AI WEEK è una “finestra sul mondo”: basta affacciarsi per capire cosa sta accadendo. Subito dopo però bisogna scendere in strada per scegliere quella giusta.
  8. Perché anche la Pubblica Amministrazione dovrebbe partecipare all’AI Week? In un momento in cui l’AI può migliorare servizi ai cittadini, efficienza e gestione dei dati, quanto è importante per la PA confrontarsi con aziende e innovatori e aggiornare competenze e modelli organizzativi? L’innovazione non si sviluppa all’interno delle istituzioni, ma nella loro capacità di inserirsi e interagire con gli ecosistemi. Se la PA resta fuori da questi ecosistemi, è condannata all’inseguimento del cambiamento invece di governarlo. Le ragioni sono dunque molteplici: confrontarsi con chi sviluppa l’AI, aggiornare le competenze, ripensare i modelli organizzativi.
  9. Guardando ai prossimi 3–5 anni: le aziende del Sud che non adottano l’AI rischiano di uscire dal mercato o c’è ancora tempo per recuperare? Dove si giocherà davvero la competitività? R. Due premesse prima della risposta. La prima: prevedere cosa riserverà l’AI fino a 5 anni è un azzardo. Accadranno tante cose ma fare un… pronostico non è metodologicamente corretto. Recuperare è sempre più complicato. Avere la capacità di stare e governare i flussi è un vantaggio competitivo significativo. La competitività si giocherà in ogni settore. Ora c’è ancora tempo per recuperare, ma tra cinque anni…

Per maggiori informazioni o partecipare all’AI WEEK clicca qui.


Scopri l’articolo su AI e Leadership

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here