BASILICATA TERRA DI MEZZO, MOSTRA DI GAETANO PLASMATI

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Sabato 13 dicembre la Galleria di Porta Pepice di matera, alle orwe 18 e 30 presenta il nuovo progetto di Gaetano Plasmati – fotoreporter materano – è un libro d’immagini che vuol raccontare i luoghi e le storie della Lucania: un posto bellissimo e (purtroppo, o per fortuna) sconosciuto ai più. Il lavoro è stato ispirato dalla convinzione che il resto d’Italia (e del mondo), sulla cartina di questa nazione, veda la Basilicata come uno spazio bianco.
Le immagini del volume sono state realizzate da Gaetano Plasmati e assemblate dalla redazione del magazine internazionale di fotografia e viaggi “Intransit Magazine” (www.intransit.it). Hanno collaborato alla stesura dei testi che corredano l’opera, Stefania Pontrandolfo, Julia Stefania Labbate e Paolo Manicone, voci esperte che provengono dal territorio e che questa terra conoscono fin nelle sue più intime pieghe. Gaetano Plasmati, con questo volume, ha inteso coronare 25 anni di attività di ricerca socio-antropologica sul territorio e provare a colmare quel buco sulla cartina geografica dell’Italia rappresentato dalla Basilicata. Pochi la conoscono e ancor meno hanno idea della sua bellezza, delle tradizioni e della varietà geografica che arricchisce il territorio. Le splendide fotografie della Lucania che compongono il volume sono tratte dall’archivio di Gaetano Plasmati, un database di immagini che raccoglie gli scatti fotografici dei suoi numerosi reportages realizzati nel corso dei suoi viaggi: dalla Cina al Messico, dal Tibet alla Camargue, dal Niger all’Ucraina, dall’India a Lampedusa.
Con BASILICATA – TERRA DI MEZZO, il fotografo materano ha voluto rendere omaggio alla sua terra d’origine e dar vita a un progetto di ampio respiro, che avrà un seguito nella mostra fotografica e in altre iniziative tese alla promozione del territorio, partendo da fotografie di assoluta qualità artistica e tecnica. Iniziare con un libro fotografico è sembrata la cosa più naturale, giacché la forza delle immagini è preponderante nelle nostre vite e, dall’avvento del dagherrotipo (e, ancor più, dalla rivoluzione digitale in poi), per conoscere e apprezzare luoghi sconosciuti non ci si riferisce più ai brani dei grandi della letteratura di viaggio o ai dipinti dei maestri paesaggisti: ora si consultano i libri, le riviste, gli ebook, i siti internet o, ahinoi, le fotografie degli amici che viaggiano (e ci tediano con lunghissime proiezioni o interminabili carrellate di “selfie”).
Ecco cosa è questo libro. Riempire quel vuoto, semplicemente, con immagini di assoluta qualità. Raccontare i paesaggi, i comignoli, le torri, la gente che canta in processione e il mare al tramonto.
Non può esserci ancora un buco nella carta geografica dell’Italia.

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