Luce e gas, il passaggio al libero mercato slitta al 2022

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Il passaggio obbligatorio per legge previsto per il luglio 2020 al Mercato Libero è stato ufficialmente spostato al 1° gennaio 2022, con una modifica che è stata aggiunta in corsa al decreto Milleproroghe. D’altronde, data l’attuale permanenza nel Mercato Tutelato del 53,5% delle famiglie, la proroga è apparsa come una scelta obbligata per dare il tempo ai consumatori di effettuare il cambio di fornitore, valutando tutte le diverse possibilità.

Il quadro della situazione

La situazione attuale, secondo quanto messo in luce dall’ARERA, vede 18 milioni di utenze, tra famiglie e imprese, che ancora sono legate al Mercato Tutelato e verso le quali non è possibile procedere in soli sei mesi. Serve più tempo e soprattutto bisogna mettere in campo una strategia che agevoli il passaggio. D’altronde i contratti che sono ancora nel Mercato Tutelato sono troppi, visto che si tratta di più delle utenze, con il 40,9% delle aziende. È il segno che le strategie attivate per agevolare la transizione, tra cui il Portale Offerte e l’Atlante del Consumatore, finora sono risultate insufficienti e che bisogna trovare la maniera di rendere più appetibile il passaggio e migliorare il livello di consapevolezza dell’utente finale. Quest’ultimo è stato messo a dura prova da campagne promozionali spesso poco chiare, anche a causa di venditori poco scrupolosi. Tra l’altro i consumatori sono stati bombardati da informazioni false e tendenziose, con riferimento ad esempio al blocco immediato della fornitura e alle sanzioni in bolletta. La transizione va agevolata quanto più possibile e gestita con un servizio di salvaguardia che protegga i consumatori che non sono ancora passati al Mercato Libero.

Quali sono i vantaggi del mercato libero

Secondo il report di Retail 2018, pubblicato da ARERA, chi è passato al Mercato Libero Luce e Gas, è riuscito in molti casi a risparmiare fino al 10% rispetto alle tariffe applicate dal Mercato Tutelato, anche se ci sono stati dei casi in cui invece i costi si sono dimostrati più elevati. Un effetto che, nella gran parte dei casi, è stato provocato dalla poca chiarezza dell’offerta, soprattutto quando il pacchetto era comprensivo di clausole accessorie. Infatti, prima di stipulare un contratto con un nuovo fornitore, conviene raccogliere delle informazioni dettagliate online per capire se convenga più il mercato libero o quello a maggior tutela. Tra le varie offerte, infatti, che sono state immesse sul mercato al consumo, una parte, circa il 57%, sono a prezzo fisso stabilito alla data del contratto, mentre le rimanenti sono del tipo placet, cioè a prezzo libero e a condizioni equiparate a quelle del Mercato Tutelato. Ambedue le condizioni presentano per il consumatore delle buone possibilità di risparmio, purché non si scelgano dei servizi aggiuntivi che, nella maggior parte dei casi, non vengono né capiti né sfruttati.

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